Chi frequenta la montagna sa bene quanto il tempo possa cambiare all’improvviso. Parti la mattina con il cielo sereno e la sensazione che nulla possa rovinare la giornata, e dopo poche ore ti ritrovi circondato da nuvole scure che corrono veloci, il vento che si alza e i primi tuoni che rimbombano tra le valli. A me è successo più di una volta di trovarmi nel bel mezzo di un temporale inaspettato, e ogni volta ho imparato qualcosa di nuovo su come affrontare la situazione senza perdere la calma. È un’esperienza che ti ricorda quanto la montagna sia affascinante ma anche imprevedibile, e quanto sia fondamentale sapere come comportarsi quando il cielo decide di cambiare umore.
I primi segnali:
Un temporale non si presenta mai senza preavviso. Il cielo che si scurisce, le nuvole che corrono veloci spinte dal vento, l’aria che diventa pesante e immobile: sono tutti segnali che non dovresti ignorare. Se ti può interessare leggi anche : Come valutare il meteo in montagna
Quando li noto, cerco sempre di muovermi in anticipo, scendendo di quota o cercando un rifugio.
Cosa evitare:
La regola numero uno è non rimanere esposti. Se sei in cresta o in vetta, sei nel posto peggiore possibile: i fulmini tendono a colpire i punti più alti, e non vuoi essere tu quello. Inoltre, non ha senso cercare riparo sotto un albero isolato o vicino a croci e pali metallici. Una volta, durante un’escursione, ho visto persone fermarsi proprio sotto un albero solitario: sembrava un riparo, ma in realtà era un enorme rischio.
Dove trovare riparo:
Il rifugio ideale è ovviamente un bivacco o una malga, ma non sempre sono facilmente raggiungibili. In quei casi, scelgo una zona più bassa, lontano da rocce sporgenti e corsi d’acqua. Se mi trovo in un bosco, mi metto tra gli alberi più bassi e fitti, mai sotto il più alto. L’importante è sentirsi al sicuro, senza dimenticare le regole fondamentali della sicurezza.
La posizione di sicurezza:
Quando il temporale si avvicina e non c’è un riparo a portata di mano, l’unica cosa da fare è adottare la posizione di sicurezza. Mi accovaccio su uno zaino o su un indumento, unendo i piedi e abbassando la testa. Certo, non è la posizione più comoda, ma è decisamente più sicura rispetto a restare in piedi o sdraiati. E se sono in compagnia, è meglio allontanarsi un po’ l’uno dall’altro: dieci metri di distanza sono preferibili a un gruppo compatto che potrebbe essere colpito insieme.
Pioggia, vento e grandine un temporale in montagna non porta solo fulmini, ma spesso si presenta anche con venti improvvisi e grandine. Ricordo una volta, quando il cielo si è aperto e ha scaricato una pioggia di ghiaccio che ha coperto il sentiero in pochi minuti. In quei momenti, avere un guscio impermeabile e resistente nello zaino fa davvero la differenza. Ti protegge e ti consente di aspettare che il peggio passi senza bagnarti completamente.
Dopo il temporale:
Quando il cielo inizia a schiarirsi, la tentazione di ripartire subito è forte. Ma ho imparato a resistere: aspetto almeno mezz’ora dall’ultimo tuono, perché i fulmini possono colpire anche a distanza. Poi, controllo sempre il sentiero: il terreno potrebbe essere scivoloso o instabile, e richiede un’attenzione extra. Un temporale in montagna può essere spaventoso, e con buone ragioni. Ma con le giuste precauzioni, si può affrontare in sicurezza. La cosa più importante è non farsi sorprendere: osservare il cielo, sapere quando rinunciare a una cima e muoversi con cautela. Perché la montagna è meravigliosa, ma non perdona l’imprudenza.
Spero di essere stato chiaro e se avete qualche domanda, volete aggiungere qualcosa o condividere la vostra esperienza, scrivetelo nei commenti qui sotto o contattatemi tramite mail, Telegram Facebook o su Instagram.
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