Escursioni, sentieri e scorci di natura tra Trieste e il Carso. Un blog nato dalla voglia di camminare, scoprire e raccontare il Nord Italia — per chi ama vivere la montagna fino in fondo.
Quando si parla di equipaggiamento militare surplus, è curioso notare come spesso siano proprio gli oggetti più semplici a catturare la nostra attenzione. Non è sempre necessario avere materiali all’avanguardia o tecnologie super moderne; a volte, basta un pezzo di alluminio ben progettato e capace di resistere a usi ripetuti.
Se abiti a Trieste o nei dintorni e ti sei mai chiesto quale sia quella montagna solitaria che si erge oltre il confine, ben visibile da quasi tutta la costa e dall’altopiano carsico, la risposta è quasi sicuramente il Monte Taiano, conosciuto in Slovenia come Slavnik. Con i suoi 1028 metri di altezza, è la vetta più alta dell’Istria slovena e, per chi ama la montagna ma non ha voglia di passare ore in macchina, rappresenta una delle escursioni più gratificanti che puoi fare.
Ci sono escursioni che non richiedono grandi sforzi per rimanere impresse nella memoria. A volte, basta una giornata di sole, un percorso variegato, qualche salita, una buona compagnia e, perché no, una birra a fine camminata. Questa volta siamo partiti da Bagnoli, con l’intento di raggiungere la cima del Monte Carso, proseguire verso Beka, scendere fino a Botazzo e rientrare lungo il torrente Rosandra.
Quando si parla di attrezzatura per il trekking, spesso ci si concentra su scarponi, zaini, abbigliamento tecnico, bastoncini e sistemi di navigazione. Ma c’è un accessorio semplice, leggero ed economico che può davvero fare la differenza quando il tempo decide di cambiare all’improvviso: la sacca stagna.
Ci sono escursioni che si ricordano principalmente per la meta finale e altre che, invece, restano nel cuore per tutto ciò che si scopre lungo il cammino. La salita dai Piani del Montasio fino alla Cima di Terrarossa rientra decisamente nella seconda categoria. Questo itinerario offre una delle esperienze più affascinanti per chi ama passeggiare in montagna: panorami mozzafiato, paesaggi selvaggi, imponenti pareti rocciose e, soprattutto, la possibilità di avvistare numerosi stambecchi lungo il percorso.
Chi mi segue sa quanto sia fondamentale per me vivere il bosco e la montagna in modo pratico, concreto e senza fronzoli. Nel corso del tempo, ho testato diverse soluzioni per proteggermi dall’umidità, ma ci sono alcuni oggetti che, una volta messi nello zaino, capisci subito che faranno parte del tuo equipaggiamento per lungo tempo. Il telo di protezione dall’umidità è uno di questi.
Ho ascoltato i vostri suggerimenti e sono felice di annunciarvi che due pagine chiave di SuperChine Adventures sono state completamente aggiornate e riorganizzate per rendere la navigazione del blog ancora più semplice e intuitiva.
Parliamo della pagina “Guide utili e cosa fare se…”, dove ho raccolto una serie di articoli dedicati alla sicurezza, alle emergenze, alla montagna, al bosco e a tutte le situazioni che potremmo affrontare durante un’escursione. E poi c’è la pagina “Accessori trekking e outdoor”, che si concentra sull’attrezzatura e sugli accessori indispensabili per le nostre avventure.
La grande novità è l’organizzazione: gli articoli sono ora suddivisi in sezioni tematiche, così potete trovare molto più rapidamente ciò che cercate. Ad esempio, nella sezione dedicata agli accessori, troverete categorie specifiche per riparo e bivacco, fuoco e cucina, acqua e idratazione, orientamento, trekking, bushcraft, abbigliamento, illuminazione, energia e sicurezza.
L’obiettivo è chiaro: rendere SuperChine Adventures sempre più pratico e facile da consultare, soprattutto quando avete bisogno di un consiglio, di un’attrezzatura o di una guida specifica.
Un enorme GRAZIE a tutti voi che mi avete scritto e dato suggerimenti. Il vostro supporto è fondamentale e mi aiuta a migliorare costantemente il blog.
Date un’occhiata alle due pagine e fatemi sapere cosa ne pensate!
Spero di essere stato chiaro e se avete qualche domanda, volete aggiungere qualcosa o condividere la vostra esperienza, scrivetelo nei commenti qui sotto o contattatemi tramite mail, Telegram ,Facebook o su Instagram.
Scegliere un sentiero di montagna non si riduce solo a contare i chilometri da percorrere. Un percorso di 8 km può essere una passeggiata tranquilla, mentre un altro della stessa lunghezza potrebbe richiedere una buona preparazione fisica, esperienza e abilità nel muoversi su terreni più impegnativi.
Molte volte, molte persone mi hanno chiesto come iniziare a fare trekking nel modo giusto, soprattutto chi si avvicina per la prima volta a questo mondo affascinante, ma anche pieno di insidie se non si hanno le giuste basi. Spesso mi raccontano di aver affrontato le prime escursioni con tanto entusiasmo, ma di essersi trovati in difficoltà a causa di una preparazione inadeguata, di una scelta errata del percorso o semplicemente per non aver considerato aspetti fondamentali come il ritmo, l’equipaggiamento o le condizioni meteo.
Quante volte hai sentito dire che per stare bene bisogna fare 10.000 passi al giorno? Anch’io, come molti di voi, ho sempre pensato che fosse una regola scientifica, una sorta di traguardo da raggiungere ogni giorno per migliorare la salute e mantenersi in forma. Ma è davvero così?
Le scarpe da trekking sono senza dubbio uno degli elementi fondamentali per ogni escursionista. Che tu stia facendo una passeggiata tranquilla sul Carso Triestino, un trekking avventuroso nelle Dolomiti o un’escursione tra i sentieri delle Alpi, avere delle calzature in ottime condizioni è essenziale per camminare in sicurezza, garantire il comfort e allungare la loro vita utile.
Le vesciche ai piedi sono tra i problemi più fastidiosi che possono rovinare un’escursione. Queste piccole bolle piene di liquido, provocate soprattutto da sfregamento, pressione o umidità, possono trasformare un trekking piacevole in un’esperienza dolorosa. La buona notizia è che, adottando le giuste precauzioni, si può ridurre notevolmente il rischio di svilupparle.In questo articolo cercherò di analizzare in dettaglio: cause, prevenzione e accorgimenti pratici per mantenere i piedi in perfetta forma anche durante lunghe camminate e nel caso come intervenire su una vescica.
Negli ultimi anni, si è sentito parlare sempre più di bushcraft, trekking e prepping. Queste tre parole orbitano attorno a un universo comune, quello dell’autosufficienza, dell’outdoor e della preparazione, ma raccontano storie molto diverse su come vivere la natura e, in fondo, anche la vita stessa. Spesso vengono confuse, messe tutte insieme nel “calderone” di chi ama stare all’aperto. In realtà, bushcrafter, escursionista e prepper hanno obiettivi, mentalità e priorità che variano notevolmente. Proverò a spiegarvi tutto con calma…
L’uso del barometro durante le escursioni: uno strumento prezioso che molti già portano al polso. Quando si parla di sicurezza in montagna, la maggior parte degli escursionisti pensa subito a mappe, GPS, scarponi e abbigliamento tecnico. Tuttavia, c’è uno strumento che spesso viene sottovalutato ma che può fornire informazioni fondamentali sui cambiamenti del tempo: il barometro.
Negli ultimi giorni, le temperature sono schizzate alle stelle in gran parte d’Italia e, chiacchierando con amici, lettori del blog e appassionati di escursionismo, mi hanno fatto spesso la stessa domanda: “Ma in montagna, con questo caldo, si riesce a camminare?”
Negli ultimi tempi, durante le mie escursioni e anche grazie alle domande che ricevo sul blog e sui social, mi è stata fatta più volte la stessa domanda: “Come fai a non andare in crisi durante le salite lunghe?” oppure “Qual è il modo migliore per migliorare la resistenza in salita?”. È una questione molto comune, soprattutto per chi si avvicina al trekking o cerca di affrontare percorsi un po’ più impegnativi rispetto alle solite passeggiate.
Ci sono escursioni che ti restano nel cuore, grazie alla bellezza dei luoghi che attraversi, ai panorami che si svelano all’improvviso e a quella meravigliosa sensazione di libertà che solo la montagna sa offrire. Oggi voglio raccontarvi di una di queste esperienze. Il giro ad anello con partenza da malga Coot, passando per il bivacco Franco Costantini, alla cima del monte Guarda ritornando alla malga Coot.
Ciao a tutti, mi è stato chiesto se preferisco usare il marsupio durante le escursioni. Per molti escursionisti, lo zaino è un compagno inseparabile in ogni avventura nella natura. La sua capacità di trasportare acqua, cibo, abbigliamento e attrezzatura lo rende spesso la scelta più logica per affrontare sentieri di media e lunga percorrenza. Tuttavia, non tutte le escursioni richiedono necessariamente di avere uno zaino sulle spalle. Ci sono molte situazioni in cui un semplice marsupio può rivelarsi una soluzione pratica, comoda ed estremamente funzionale. Passeggiate nei boschi, escursioni panoramiche di poche ore, camminate sul Carso Triestino, percorsi naturalistici ben segnalati, sentieri costieri o uscite estive in giornata possono essere affrontati senza problemi utilizzando un marsupio ben organizzato.
Scegliere un angolo nel bosco per trascorrere una o due notti in stile bushcraft è un’avventura davvero unica. Di recente, alcuni lettori del blog mi hanno chiesto come trovare il “posto perfetto”, perché desiderano vivere in prima persona questa esperienza immersiva nella natura. Passare una o due notti nel bosco offre l’opportunità di vivere in modo autosufficiente, migliorare le proprie abilità pratiche e instaurare un legame autentico con l’ambiente circostante. Tuttavia, non è una decisione da prendere alla leggera: la sicurezza, il comfort e il rispetto per la natura devono essere al centro di ogni scelta. È altrettanto importante conoscere e rispettare le leggi locali sul bivacco e il campeggio libero, per godere dell’esperienza in totale sicurezza e nel rispetto dell’ambiente.
Prepararsi per un’uscita di 48 ore nella natura non significa semplicemente riempire uno zaino, ma richiede un approccio consapevole che combina pianificazione, esperienza e capacità di adattamento. Che tu stia organizzando un’escursione in montagna, un bivacco nel bosco o un’avventura di bushcraft in autonomia, l’equipaggiamento che scegli e come lo organizzi possono fare la differenza tra un’esperienza gratificante e una serie di difficoltà evitabili. Uno zaino ben preparato non è solo un modo per trasportare oggetti: è il tuo sistema di supporto, ciò che ti aiuta a gestire imprevisti, condizioni meteorologiche variabili e momenti di stanchezza.