Giro ad anello: da Malga Coot al Bivacco Franco Costantini alla Cima del Monte Guarda

Ci sono escursioni che ti restano nel cuore, grazie alla bellezza dei luoghi che attraversi, ai panorami che si svelano all’improvviso e a quella meravigliosa sensazione di libertà che solo la montagna sa offrire. Oggi voglio raccontarvi di una di queste esperienze.
Il giro ad anello con partenza da malga Coot, passando per il bivacco Franco Costantini, alla cima del monte Guarda ritornando alla malga Coot.

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Notte in outdoor: come scegliere il posto

Scegliere un angolo nel bosco per trascorrere una o due notti in stile bushcraft è un’avventura davvero unica. Di recente, alcuni lettori del blog mi hanno chiesto come trovare il “posto perfetto”, perché desiderano vivere in prima persona questa esperienza immersiva nella natura. Passare una o due notti nel bosco offre l’opportunità di vivere in modo autosufficiente, migliorare le proprie abilità pratiche e instaurare un legame autentico con l’ambiente circostante. Tuttavia, non è una decisione da prendere alla leggera: la sicurezza, il comfort e il rispetto per la natura devono essere al centro di ogni scelta. È altrettanto importante conoscere e rispettare le leggi locali sul bivacco e il campeggio libero, per godere dell’esperienza in totale sicurezza e nel rispetto dell’ambiente.

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Il fornello da campo

Quando l’avventura si allunga, che si tratti di un trekking in giornata o di due giorni, di una ciaspolata invernale con sosta notturna, o semplicemente di una meritata pausa pranzo sulle vette del Carso o in montagna, c’è un momento magico: quello in cui prepariamo un pasto caldo. Per me il fornello da campo non è solo un attrezzo, ma il cuore pulsante della mia esperienza all’aperto. È quel piccolo e prezioso focolare portatile che trasforma una busta liofilizzata in un comfort ineguagliabile, un buon tè caldo, permettendoci di condividere un momento di ricarica. Scegliere il fornello giusto è fondamentale, perché in montagna non c’è spazio per attrezzature ingombranti o poco affidabili.
Scopriamo insieme come trovare il compagno di cottura perfetto per la tua prossima avventura.

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Trekking con bambini: esplorare il Carso Triestino in famiglia

Portare i bambini a esplorare il Carso, con i suoi sentieri, boschi, rocce bianche e panorami mozzafiato sul Golfo di Trieste, è una delle esperienze più belle che una famiglia possa vivere insieme. Non si tratta solo di una semplice passeggiata nella natura, ma di un vero e proprio viaggio di crescita: per i piccoli, ma anche per noi adulti. Tuttavia, il trekking con i bambini non si può improvvisare. È fondamentale prepararsi, prestare attenzione e sapersi adattare ai loro ritmi e stati d’animo. Anche se il Carso è una zona relativamente “facile” da esplorare, rimane pur sempre un ambiente naturale con le sue insidie: terreni sassosi, dislivelli, vento, sole cocente d’estate e sentieri che si intrecciano tra boschi e campi aperti. In questa guida, voglio condividere tutto ciò che ho imparato nel tempo camminando con la mia famiglia e altre famiglie con bambini proprio sui sentieri di casa nostra.

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Nel bosco non serve tutto: la mia scelta tra coltello, accetta e sega

Accetta, coltello o sega? Non è una domanda che ti poni davanti a uno schermo, ma piuttosto quando hai lo zaino aperto e la mente già proiettata sul sentiero. Me lo sono chiesto spesso, soprattutto da quando ho realizzato che ogni escursione nel bosco non è solo una camminata, ma un modo unico di connettersi con la natura. Sul Carso o in montagna, nulla è mai scontato: il terreno è duro, il legno è secco e contorto, spesso poco collaborativo, e ogni scelta sbagliata si traduce in fatica inutile.

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Quando è meglio rinunciare a un’escursione?

C’è un aspetto dell’escursionismo di cui si parla poco, forse perché non è epico, non regala fotografie da condividere e non alimenta il racconto dell’impresa: la rinuncia. Eppure, tra tutte le decisioni che si possono prendere in montagna o sul Carso, tornare sui propri passi è spesso quella che racconta di più sulla nostra esperienza.

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Camminare in montagna e sul Carso: quanto, come e con quale difficoltà

Negli ultimi tempi, mi è capitato spesso di ricevere domande su che tipo di passeggiate scegliere, quali sentieri di montagna affrontare e, soprattutto, quanto influisca il dislivello sulla difficoltà di un’escursione. Queste sono domande comuni, sia per chi è alle prime armi sia per chi desidera migliorare e mettersi alla prova. Per questo motivo, ho pensato di raccogliere alcune riflessioni basate sulla mia esperienza, per fare un po’ di chiarezza e aiutare a capire meglio come scegliere il percorso giusto, senza trascurare aspetti fondamentali come distanza, dislivello e tipo di terreno. Camminare in montagna o sul Carso triestino è una delle esperienze più belle e accessibili per chi ama la natura. Non è necessario essere atleti, ma è davvero importante conoscere i propri limiti e scegliere percorsi che siano adatti al proprio livello. Spesso, l’errore più comune non è tanto la mancanza di allenamento, quanto piuttosto la tendenza a sopravvalutare le proprie capacità.

Nel corso degli anni, ho imparato che non conta tanto “quanto lontano vai”, ma piuttosto come ci arrivi e come torni.

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Come preparare un diario di avventura

Scrivere un diario di avventura significa decidere di vivere ogni esperienza all’aperto con uno sguardo più attento, consapevole e profondo. In un’epoca in cui tutto viene fotografato e condiviso in tempo reale, prendersi il tempo per scrivere è quasi un atto di ribellione, ma incredibilmente potente. Un diario non è solo un quaderno dove segnare chilometri e dislivelli: è uno spazio personale dove si intrecciano ricordi, emozioni, errori, intuizioni e insegnamenti.

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Il Sentiero Lupinc

Il Sentiero Lupinc, situato vicino ad Aurisina, è uno di quei percorsi del Carso triestino che non cercano di impressionare con panorami mozzafiato, ma che conquistano passo dopo passo grazie alla loro autenticità. Si tratta di un semplice anello di circa 9 km, con un dislivello minimo, perfetto per tutti, comprese le famiglie o chi desidera una passeggiata tranquilla lontano dal trambusto.

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Ma tu usi ancora le mappe cartacee o ti affidi solo al GPS?

Spesso, mentre cammino o chiacchiero con altri amanti della montagna o tramite social, mi viene posta una domanda che sembra semplice: “Ma tu usi ancora le mappe cartacee o ti affidi solo al GPS?” È una domanda che, a prima vista, potrebbe sembrare banale, ma in realtà apre un mondo di abitudini, scelte personali e modi diversi di vivere l’escursionismo. Ogni volta, non posso fare a meno di sorridere, perché la mia risposta non è mai un semplice sì o no.

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Alla ricerca degli asparagi selvatici sul Carso triestino

Con l’arrivo della primavera, quando le giornate si allungano e il sole comincia finalmente a scaldare la terra dopo il lungo inverno, c’è una tradizione che si ripete puntualmente: la ricerca degli asparagi selvatici. Non si tratta solo di raccogliere erbe spontanee, ma di intraprendere una vera e propria passeggiata nella natura, fatta di osservazione, pazienza e un pizzico di fortuna.

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Camminare da soli: paura, libertà e concentrazione

Mi viene chiesto spesso, sia di persona che sui social, se mi piace camminare da solo. La domanda torna sempre: non hai paura?, non è pericoloso?, perché non vai con qualcuno?. La verità è che sì, cammino da solo spesso. Non sempre, ma molte volte. E non lo faccio per incoscienza o per sfida, ma per una scelta consapevole. Camminare da soli offre sensazioni profonde, ma richiede attenzione, concentrazione e rispetto per l’ambiente. Non è una decisione da prendere alla leggera.

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Monte Nanos (SLO) : giro ad anello

Il Monte Nanos è una di quelle montagne che, per chi vive a Trieste, non è solo una meta per escursioni, ma una presenza costante all’orizzonte. Questo altopiano roccioso, situato in Slovenia sopra la valle del Vipacco, sembra quasi chiamarti a sé nelle giornate limpide. Il Nanos si presenta come un vasto pianoro calcareo, modellato dal vento e dal tempo, che culmina nel Suhi vrh (1.313 m).

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Bushbox: Il fornello robusto che trasforma ogni fuoco in esperienza outdoor

Il Bushcraft Essentials Bushbox è stato creato con l’idea di fornire un fornello semplice, robusto e super funzionale, perfetto per chi ama vivere l’outdoor in modo essenziale e consapevole. Si tratta di un fornello pieghevole e multi-combustibile, progettato per adattarsi a diverse situazioni: dal bushcraft tradizionale, dove il fuoco è parte integrante dell’esperienza, fino al trekking e al backpacking, dove la compattezza e l’affidabilità sono fondamentali. Il design si ispira al classico “hobo stove”, una struttura chiusa che sfrutta l’effetto camino: l’aria entra dalle aperture inferiori, alimenta la combustione e convoglia il calore verso l’alto, rendendo il fuoco più efficiente e controllabile rispetto a un fuoco a terra. Questo consente di utilizzare combustibili naturali facilmente reperibili, come rami secchi, ramoscelli, pigne e foglie, ma anche carbone o combustibili alternativi come pastiglie Esbit, alcool o gel, offrendo così una grande versatilità in ogni stagione e situazione.

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Le carte escursionistiche TABACCO

Le cartine topografiche Tabacco sono da anni un punto di riferimento fondamentale per chi ama l’escursionismo, l’alpinismo e le attività all’aria aperta in modo consapevole. Queste mappe, frutto del lavoro dell’Istituto Geografico Tabacco, fondato nel 1947 a Udine, nascono da rilievi meticolosi, aggiornamenti costanti sul campo e una profonda conoscenza dei sentieri alpini e prealpini. Ciò che le rende così apprezzate è il loro incredibile livello di dettaglio: sentieri CAI numerati, mulattiere storiche, rifugi, bivacchi, malghe, corsi d’acqua, sorgenti e curve di livello chiaramente leggibili, che permettono di comprendere a fondo la morfologia del territorio.

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Tecniche Bushcraft: Batoning – Wood carving- Notching

Nel bushcraft, le tecniche non sono semplici procedure manuali, ma un insieme armonioso di conoscenze pratiche, osservazione attenta e responsabilità etica. Queste abilità ci permettono di interagire con l’ecosistema in modo autonomo, efficace e, soprattutto, rispettoso. Lavorare il legno, accendere un fuoco o costruire un riparo non significa ‘dominare’ il territorio, ma piuttosto comprenderne la natura, adattarsi alle sue caratteristiche e utilizzarla con saggezza, trasformando gesti antichi in competenze moderne. Ogni tecnica nasce da un’osservazione attenta del contesto: il tipo di bosco, le specie disponibili, l’umidità e i ritmi delle stagioni. La precisione, la sicurezza e la parsimonia sono sempre preferibili alla forza bruta. Saper scegliere il legno giusto, seguirne la fibra e progettare incastri funzionali sono abilità che riducono l’impatto ambientale e aumentano la solidità delle strutture. Sono pratiche che, seguendo i principi di Leave No Trace, ci invitano a prelevare solo ciò che è necessario, rispettando la vita del bosco.
Perché l’outdoor autentico non è una ricerca della prestazione, ma l’arte sublime dell’adattamento.

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Hiking e Trekking: quali sono le vere differenze?

Nel mondo dell’outdoor, è comune sentire i termini trekking e hiking usati come se fossero la stessa cosa. Durante chiacchierate tra appassionati, sui social o persino nei cataloghi turistici, queste due parole si sovrappongono spesso, creando un po’ di confusione. In realtà, sebbene entrambe esprimano l’amore per il cammino e il contatto con la natura, rappresentano due modi diversi di vivere l’escursionismo. Capire la differenza tra trekking e hiking non è solo una questione di parole.

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Leave No Trace (LNT)

Ogni volta che ci avventuriamo in un bosco o seguiamo un sentiero di montagna, i nostri passi lasciano un segno, anche se piccolo. Il principio del Leave No Trace (LNT), che significa “non lasciare traccia”, non è solo un insieme di regole, ma una vera e propria filosofia. È un modo di pensare che ci ricorda che ogni nostra azione ha un impatto sull’ecosistema e che anche le scelte più piccole possono avere effetti duraturi sulla flora, la fauna e i paesaggi che attraversiamo.
Applicare questo principio significa rispettare un accordo con la natura, proteggendo ciò che ci circonda e garantendo che la bellezza dei luoghi rimanga intatta per le generazioni future.

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Forest Bathing: perché camminare nel bosco riduce lo stress?

Negli ultimi anni, mi sono avvicinato sempre di più al mondo del Forest Bathing. Ne avevo sentito parlare diverse volte, ma solo recentemente ho trovato il tempo per approfondire l’argomento: ho letto studi, ascoltato esperti e, soprattutto, ho voluto provarlo di persona durante le mie passeggiate nel bosco. Devo ammettere che questo tema mi ha colpito molto più di quanto avessi previsto: è semplice, accessibile a tutti e, soprattutto, incredibilmente efficace nel farci ritrovare calma e benessere. Per questo motivo, ho deciso di creare una piccola guida pratica, una spiegazione chiara e alla portata di chiunque desideri scoprire cosa rende così speciale il camminare nel bosco in modo lento e consapevole. Spero che queste righe possano rappresentare un primo passo per avvicinarvi a una pratica che, per me, ha già fatto una grande differenza.

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Borraccia e gavettino USMC: funzionalità militare al servizio dell’outdoor

Dopo aver condiviso le nostre ultime avventure e i momenti di bivacco in bosco, la nostra casella di posta su Instagram è stata letteralmente sommersa da domande su un pezzo specifico del nostro equipaggiamento: il nostro fidato set borraccia con gavettino in stile USMC (United States Marine Corps). La vostra curiosità è più che giustificata, perché nel mondo dell’outdoor, del trekking e del bushcraft, ci sono strumenti che vanno ben oltre la loro semplice funzione, diventando veri e propri compagni di avventure. Questi oggetti sono stati messi alla prova in condizioni reali, sotto la pioggia battente, nel silenzio di una notte alpina e durante le nostre escursioni nel bosco. La borraccia, con il suo gavettino in stile militare, è senza dubbio uno di questi. È robusta, essenziale e non ti delude mai. Dopo averla utilizzata in lunghe escursioni, posso affermare con certezza che questo set è uno degli strumenti indispensabili nel mio zaino, unendo funzionalità tattica e praticità per ogni escursionista. Siete pronti a scoprire perché è diventato il nostro must-have?

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