Nel bosco non serve tutto: la mia scelta tra coltello, accetta e sega

Accetta, coltello o sega? Non è una domanda che ti poni davanti a uno schermo, ma piuttosto quando hai lo zaino aperto e la mente già proiettata sul sentiero. Me lo sono chiesto spesso, soprattutto da quando ho realizzato che ogni escursione nel bosco non è solo una camminata, ma un modo unico di connettersi con la natura. Sul Carso o in montagna, nulla è mai scontato: il terreno è duro, il legno è secco e contorto, spesso poco collaborativo, e ogni scelta sbagliata si traduce in fatica inutile.

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Quando è meglio rinunciare a un’escursione?

C’è un aspetto dell’escursionismo di cui si parla poco, forse perché non è epico, non regala fotografie da condividere e non alimenta il racconto dell’impresa: la rinuncia. Eppure, tra tutte le decisioni che si possono prendere in montagna o sul Carso, tornare sui propri passi è spesso quella che racconta di più sulla nostra esperienza.

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Camminare in montagna e sul Carso: quanto, come e con quale difficoltà

Negli ultimi tempi, mi è capitato spesso di ricevere domande su che tipo di passeggiate scegliere, quali sentieri di montagna affrontare e, soprattutto, quanto influisca il dislivello sulla difficoltà di un’escursione. Queste sono domande comuni, sia per chi è alle prime armi sia per chi desidera migliorare e mettersi alla prova. Per questo motivo, ho pensato di raccogliere alcune riflessioni basate sulla mia esperienza, per fare un po’ di chiarezza e aiutare a capire meglio come scegliere il percorso giusto, senza trascurare aspetti fondamentali come distanza, dislivello e tipo di terreno. Camminare in montagna o sul Carso triestino è una delle esperienze più belle e accessibili per chi ama la natura. Non è necessario essere atleti, ma è davvero importante conoscere i propri limiti e scegliere percorsi che siano adatti al proprio livello. Spesso, l’errore più comune non è tanto la mancanza di allenamento, quanto piuttosto la tendenza a sopravvalutare le proprie capacità.

Nel corso degli anni, ho imparato che non conta tanto “quanto lontano vai”, ma piuttosto come ci arrivi e come torni.

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Come preparare un diario di avventura

Scrivere un diario di avventura significa decidere di vivere ogni esperienza all’aperto con uno sguardo più attento, consapevole e profondo. In un’epoca in cui tutto viene fotografato e condiviso in tempo reale, prendersi il tempo per scrivere è quasi un atto di ribellione, ma incredibilmente potente. Un diario non è solo un quaderno dove segnare chilometri e dislivelli: è uno spazio personale dove si intrecciano ricordi, emozioni, errori, intuizioni e insegnamenti.

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Il Sentiero Lupinc

Il Sentiero Lupinc, situato vicino ad Aurisina, è uno di quei percorsi del Carso triestino che non cercano di impressionare con panorami mozzafiato, ma che conquistano passo dopo passo grazie alla loro autenticità. Si tratta di un semplice anello di circa 9 km, con un dislivello minimo, perfetto per tutti, comprese le famiglie o chi desidera una passeggiata tranquilla lontano dal trambusto.

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Alla ricerca degli asparagi selvatici sul Carso triestino

Con l’arrivo della primavera, quando le giornate si allungano e il sole comincia finalmente a scaldare la terra dopo il lungo inverno, c’è una tradizione che si ripete puntualmente: la ricerca degli asparagi selvatici. Non si tratta solo di raccogliere erbe spontanee, ma di intraprendere una vera e propria passeggiata nella natura, fatta di osservazione, pazienza e un pizzico di fortuna.

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Monte Nanos (SLO) : giro ad anello

Il Monte Nanos è una di quelle montagne che, per chi vive a Trieste, non è solo una meta per escursioni, ma una presenza costante all’orizzonte. Questo altopiano roccioso, situato in Slovenia sopra la valle del Vipacco, sembra quasi chiamarti a sé nelle giornate limpide. Il Nanos si presenta come un vasto pianoro calcareo, modellato dal vento e dal tempo, che culmina nel Suhi vrh (1.313 m).

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Bushbox: Il fornello robusto che trasforma ogni fuoco in esperienza outdoor

Il Bushcraft Essentials Bushbox è stato creato con l’idea di fornire un fornello semplice, robusto e super funzionale, perfetto per chi ama vivere l’outdoor in modo essenziale e consapevole. Si tratta di un fornello pieghevole e multi-combustibile, progettato per adattarsi a diverse situazioni: dal bushcraft tradizionale, dove il fuoco è parte integrante dell’esperienza, fino al trekking e al backpacking, dove la compattezza e l’affidabilità sono fondamentali. Il design si ispira al classico “hobo stove”, una struttura chiusa che sfrutta l’effetto camino: l’aria entra dalle aperture inferiori, alimenta la combustione e convoglia il calore verso l’alto, rendendo il fuoco più efficiente e controllabile rispetto a un fuoco a terra. Questo consente di utilizzare combustibili naturali facilmente reperibili, come rami secchi, ramoscelli, pigne e foglie, ma anche carbone o combustibili alternativi come pastiglie Esbit, alcool o gel, offrendo così una grande versatilità in ogni stagione e situazione.

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Tecniche Bushcraft: Batoning – Wood carving- Notching

Nel bushcraft, le tecniche non sono semplici procedure manuali, ma un insieme armonioso di conoscenze pratiche, osservazione attenta e responsabilità etica. Queste abilità ci permettono di interagire con l’ecosistema in modo autonomo, efficace e, soprattutto, rispettoso. Lavorare il legno, accendere un fuoco o costruire un riparo non significa ‘dominare’ il territorio, ma piuttosto comprenderne la natura, adattarsi alle sue caratteristiche e utilizzarla con saggezza, trasformando gesti antichi in competenze moderne. Ogni tecnica nasce da un’osservazione attenta del contesto: il tipo di bosco, le specie disponibili, l’umidità e i ritmi delle stagioni. La precisione, la sicurezza e la parsimonia sono sempre preferibili alla forza bruta. Saper scegliere il legno giusto, seguirne la fibra e progettare incastri funzionali sono abilità che riducono l’impatto ambientale e aumentano la solidità delle strutture. Sono pratiche che, seguendo i principi di Leave No Trace, ci invitano a prelevare solo ciò che è necessario, rispettando la vita del bosco.
Perché l’outdoor autentico non è una ricerca della prestazione, ma l’arte sublime dell’adattamento.

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Leave No Trace (LNT)

Ogni volta che ci avventuriamo in un bosco o seguiamo un sentiero di montagna, i nostri passi lasciano un segno, anche se piccolo. Il principio del Leave No Trace (LNT), che significa “non lasciare traccia”, non è solo un insieme di regole, ma una vera e propria filosofia. È un modo di pensare che ci ricorda che ogni nostra azione ha un impatto sull’ecosistema e che anche le scelte più piccole possono avere effetti duraturi sulla flora, la fauna e i paesaggi che attraversiamo.
Applicare questo principio significa rispettare un accordo con la natura, proteggendo ciò che ci circonda e garantendo che la bellezza dei luoghi rimanga intatta per le generazioni future.

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Forest Bathing: perché camminare nel bosco riduce lo stress?

Negli ultimi anni, mi sono avvicinato sempre di più al mondo del Forest Bathing. Ne avevo sentito parlare diverse volte, ma solo recentemente ho trovato il tempo per approfondire l’argomento: ho letto studi, ascoltato esperti e, soprattutto, ho voluto provarlo di persona durante le mie passeggiate nel bosco. Devo ammettere che questo tema mi ha colpito molto più di quanto avessi previsto: è semplice, accessibile a tutti e, soprattutto, incredibilmente efficace nel farci ritrovare calma e benessere. Per questo motivo, ho deciso di creare una piccola guida pratica, una spiegazione chiara e alla portata di chiunque desideri scoprire cosa rende così speciale il camminare nel bosco in modo lento e consapevole. Spero che queste righe possano rappresentare un primo passo per avvicinarvi a una pratica che, per me, ha già fatto una grande differenza.

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Monte Lanaro : sentiero 5a – 5 – 24

Ciao a tutti, vi racconto la gita fatta alcuni giorni fa per raggiungere la vetta del monte Lanaro.
Situato nella pittoresca area di Sagrado, il Monte Lanaro è la meta perfetta per chi cerca un’escursione tranquilla e immersa nella natura, senza rinunciare a panorami spettacolari sul Carso e sulla pianura circostante. Qui, il paesaggio è un mix affascinante di boschi di querce e carpini che si alternano a radure aperte, offrendo scorci luminosi e rilassanti. Questo percorso è ideale non solo per i principianti, ma anche per famiglie con bambini, gruppi di amici o chiunque ami passeggiare all’aria aperta e desideri godere di un momento di connessione con la natura, respirando aria fresca e ammirando il territorio con calma.

Negli anni abbiamo già fatto le salite al monte Lanaro :
1 – Monte Lanaro – sentiero cai n5
2 – Sentiero cai n° 24 : Il monte Lanaro 544 metri m s.l.m

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Un enorme grazie di cuore a tutti voi !!!

Un enorme grazie di cuore a tutti voi, il vostro supporto è ciò che fa crescere questo progetto. In questo periodo dell’anno, sento sempre il bisogno di fermarmi un attimo, guardare indietro e riconoscere tutte le cose belle che sono arrivate grazie a voi.


Il blog e le avventure che abbiamo condiviso e la piccola comunità che si è formata attorno a SuperChine Adventures non sarebbero quello che sono senza il vostro sostegno, i vostri messaggi e l’interesse che dimostrate per ogni nuovo contenuto. Negli ultimi anni ho ricevuto tantissime domande, curiosità, consigli e anche critiche costruttive: per me, sono un grande stimolo a migliorare e a proporre sempre articoli utili, sinceri e basati sulla mia reale esperienza in montagna e nell’outdoor in generale. Ogni commento, ogni condivisione e ogni messaggio privato mi fanno capire che questo progetto che sto costruendo ha un valore che va oltre me stesso: è un luogo dove chi ama camminare, esplorare e vivere la natura può sentirsi a casa.
I vostri pareri contano davvero.

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Tecniche di primo soccorso base in montagna

Come gestire slogature, ferite e ipotermia durante un trekking?
Quando pensiamo al trekking, ci vengono in mente panorami spettacolari, sentieri che si snodano tra i boschi e giornate passate all’aria aperta. Ma accanto alla meraviglia della montagna, in particolare dei boschi del Carso triestino, c’è anche un aspetto più tecnico e spesso trascurato: la sicurezza personale. Sapere le basi del primo soccorso non è solo per i professionisti, ma è una competenza essenziale per chiunque si avventuri su un sentiero, dal neofita all’escursionista più esperto. Anche durante escursioni brevi o semplici, possono capitare imprevisti: una caviglia che si torce, un taglio più profondo del previsto o un cambiamento repentino del tempo.
In montagna, dove i soccorsi potrebbero impiegare più tempo ad arrivare, i primi minuti sono fondamentali. Avere le competenze per affrontare situazioni come slogature, ferite o cali di temperatura improvvisi non solo aiuta a gestire l’emergenza, ma spesso può anche prevenire conseguenze più gravi. In questo articolo, troverai una guida chiara, dettagliata e facile da seguire sulle principali tecniche di primo soccorso base in montagna, perfetta per chi desidera fare escursioni in sicurezza e con maggiore consapevolezza.

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Errori comuni dei principianti nel trekking (e come evitarli)

Negli ultimi mesi, mi hanno chiesto sempre più spesso, sia su Instagram che su Telegram, come iniziare a fare trekking in sicurezza e quali siano le informazioni fondamentali da conoscere prima di mettersi in cammino. Sempre più persone desiderano esplorare i boschi, le grotte e i panorami mozzafiato del Carso triestino, ma avventurarsi senza una preparazione adeguata può trasformare un’esperienza entusiasmante in una giornata difficile. Per rispondere a tutte queste domande, ho deciso di raccogliere in un unico articolo i consigli più utili per avvicinarsi al trekking in modo semplice, consapevole e, soprattutto, sicuro: perché la natura è meravigliosa, ma va sempre rispettata.

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La bandana in outdoor

La bandana all’aperto: un accessorio versatile che unisce comfort, utilità ed emergenza Quando si parla di attrezzatura indispensabile per un’escursione in montagna o qualsiasi attività all’aperto, la mente va subito a scarponi, zaini, bastoncini e abbigliamento tecnico. Tuttavia, spesso sono i piccoli oggetti, semplici e leggeri, a rivelarsi i più preziosi. Tra questi, la bandana ha un posto speciale: un accessorio economico, compatto, ma con potenzialità sorprendenti.

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Il cippo Comici – Val Rosandra

Il Cippo Comici è un monumento commemorativo che si trova in una posizione panoramica sulla cresta che domina la Val Rosandra, nel cuore del Carso triestino. Con la sua vista sulla valle e sulle caratteristiche pareti rocciose circostanti, rappresenta un meraviglioso punto d’incontro tra natura, storia e tradizione alpinistica. Situato a un’altitudine di circa 342–350 m s.l.m., il cippo è stato eretto nel 1941 dal Gruppo Alpinistico Rocciatori Sciatori (GARS) in memoria di Emilio Comici (Trieste, 1901 – Selva di Val Gardena, 1940) è considerato uno dei più grandi alpinisti del Novecento. Cresciuto tra il mare e il Carso triestino, iniziò come speleologo e arrampicatore sulle rocce di casa, sviluppando uno stile elegante e innovativo che lo rese famoso come il “maestro della quarta dimensione” — l’arte di muoversi in verticale.

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5 motivi per passeggiare in autunno in bosco

E se ti dicessi che la stagione ideale per fare trekking non è l’estate? Con l’accorciarsi delle giornate e l’aria che diventa più frizzante, la natura si prepara ad offrire uno spettacolo straordinario. L’autunno trasforma i boschi in una tavolozza di colori vivaci dal giallo all’arancione, dal rosso al marrone intenso regalandoci non solo panorami mozzafiato, ma anche un’atmosfera di profonda tranquillità e benefici inaspettati per la salute.
Allaccia le tue scarpe da trekking: stiamo per esplorare i 5 motivi principali per cui dovresti innamorarti delle passeggiate autunnali.

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Il monte Vremščica – Auremiano

Il monte Vremščica (Auremiano in italiano), che si erge a 1.027 metri, si trova nel cuore del Carso sloveno, tra i paesi di Divača e Pivka. Questa montagna ha una forma dolce e allungata, ricoperta di prati e boschi, e regala panorami mozzafiato verso il mare Adriatico, il monte Nanos e le Alpi Giulie. È facilmente accessibile tramite vari sentieri ed è molto amata dagli escursionisti per la sua bellezza naturale e la serenità del paesaggio. Sulla sua cima, troverai una piccola cappella dedicata a San Urbano, il patrono dei vignaioli, mentre le sue pendici sono spesso animate da pecore e cavalli, che contribuiscono a creare un’atmosfera rurale autentica. Il Vremščica è anche famoso per la sua ricca biodiversità e per i vasti pascoli carsici che, in primavera, si tingono di fiori selvatici.

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