Nel bushcraft, le tecniche non sono semplici procedure manuali, ma un insieme armonioso di conoscenze pratiche, osservazione attenta e responsabilità etica. Queste abilità ci permettono di interagire con l’ecosistema in modo autonomo, efficace e, soprattutto, rispettoso. Lavorare il legno, accendere un fuoco o costruire un riparo non significa ‘dominare’ il territorio, ma piuttosto comprenderne la natura, adattarsi alle sue caratteristiche e utilizzarla con saggezza, trasformando gesti antichi in competenze moderne. Ogni tecnica nasce da un’osservazione attenta del contesto: il tipo di bosco, le specie disponibili, l’umidità e i ritmi delle stagioni. La precisione, la sicurezza e la parsimonia sono sempre preferibili alla forza bruta. Saper scegliere il legno giusto, seguirne la fibra e progettare incastri funzionali sono abilità che riducono l’impatto ambientale e aumentano la solidità delle strutture. Sono pratiche che, seguendo i principi di Leave No Trace, ci invitano a prelevare solo ciò che è necessario, rispettando la vita del bosco.
Perché l’outdoor autentico non è una ricerca della prestazione, ma l’arte sublime dell’adattamento.
Tutte le tecniche che ti presenterò in questo articolo nascono dalla mia esperienza personale, accumulata sul campo come autodidatta. Ho imparato osservando, sperimentando in prima persona, confrontandomi con altri appassionati, cercando informazioni online e studiando manuali di sopravvivenza e bushcraft. Le riflessioni, i metodi e i consigli che condivido sono esclusivamente il mio punto di vista e il mio percorso di apprendimento. Non sono un istruttore di sopravvivenza né un falegname professionista; scrivo da appassionato, con l’intento di raccontare ciò che ho messo in pratica e ciò che continuo a scoprire. Credo fermamente che il bushcraft sia, prima di tutto, un viaggio personale fatto di esperienza, responsabilità e rispetto per l’ambiente.
Ma adesso vediamo insieme le tre tecniche :
1-Batoning
2-Wood Carving
3-Notching
Tecnica Bushcraft: Batoning


Il batoning è una tecnica essenziale nel bushcraft che consente di lavorare il legno in modo efficace, controllato e sicuro, utilizzando solo un coltello robusto e un semplice bastone. Questa tecnica permette di trasformare anche un tronchetto spesso o umido in materiale utile per accendere fuochi, costruire oggetti e intagliare. La procedura prevede di posizionare la lama perpendicolare alle fibre del legno e colpirne il dorso con il baton, lasciando che la spaccatura segua naturalmente la vena senza forzature. In questo modo, si ottengono listelli regolari, cunei, pioli e pezzi sbozzati con grande precisione. È particolarmente utile quando la legna è bagnata, poiché permette di raggiungere il cuore asciutto per preparare kindling e feather stick, oltre a ricavare elementi funzionali per graticole, supporti per pentole, piccole strutture o basi per l’intaglio. L’efficacia del batoning dipende dalla scelta giusta dell’attrezzatura (un coltello full tang, con dorso diritto e lama robusta) e del legno (meglio se morto in piedi per il fuoco, verde per strutture e utensili), oltre al rispetto delle regole di sicurezza: mani sempre lontane dalla linea di colpo, superficie stabile, movimenti controllati e attenzione ai nodi. Come ogni pratica, il batoning deve essere esercitato con etica e consapevolezza ambientale: prelevare solo il necessario, evitare alberi vivi, ripristinare l’area di lavoro e adattarsi al territorio per trasformare una semplice operazione tecnica in un gesto di autonomia, rispetto e profondo legame con il bosco.
Tecnica Bushcraft: Intaglio (Wood Carving)

L’intaglio o wood carving nel bushcraft è un’arte pratica che trasforma un semplice pezzo di legno grezzo in utensili e componenti utili, grazie a tagli precisi che seguono la fibra del legno. Qui si uniscono precisione, sicurezza e una buona conoscenza del materiale. Con un coltello affilato, si possono scolpire cucchiai, spatole, forchette, manici, pioli e supporti. Si creano anche feather stick per accendere il fuoco e si preparano superfici e profili per incastri, sempre preferendo legno verde per la sua lavorabilità e legno stagionato per la sua durata. Questa tecnica si basa su posture stabili, tagli lontani dal corpo, utilizzo di appoggi naturali e movimenti brevi e ripetibili. È importante evitare di forzare contro la vena del legno e correggere l’angolo di attacco se si notano strappi o schegge. La qualità del risultato finale dipende dalla scelta del legno (faggio, carpino, nocciolo e alcune querce sono ottimi anche nel Carso), dalla sequenza dei passaggi (sbozzatura, definizione, finitura) e dal rispetto dell’etica Leave No Trace: prendere solo ciò che serve, non danneggiare le piante vive e ripristinare l’area. Così, ogni oggetto intagliato diventa non solo utile, ma anche una testimonianza di autonomia, misura e un rapporto consapevole con il bosco.
Tecnica Bushcraft: Incastri (Notching)

Gli incastri, o notching, rappresentano il linguaggio fondamentale del bushcraft. Si tratta di una serie di intagli ben studiati – a V, a U, a sella, a becco e a gradino – che consentono di unire pali e listelli senza l’uso di chiodi o viti. Sfruttando la geometria e la compressione delle fibre, si possono creare rifugi, graticole, tripodi, supporti per pentole e telai di tarp che sono sia stabili che smontabili. Questa tecnica richiede una buona comprensione della fibra, misurazioni “a secco” dei punti di contatto e tagli progressivi che privilegiano la precisione rispetto alla forza. È importante evitare di indebolire il pezzo con asportazioni eccessive e correggere l’allineamento con piccoli cunei ottenuti tramite batoning. La scelta del materiale, come il legno verde per la flessibilità o il legno stagionato per i carichi, insieme a un’attenzione particolare alla sicurezza – come superfici stabili, mani lontane dalla linea di taglio e verifica dei carichi – è fondamentale per garantire l’affidabilità della struttura. Quando praticati con etica, come il prelievo minimo, la preferenza per il legno morto e il rispetto degli equilibri locali, come nel Carso triestino, gli incastri trasformano la costruzione in un atto di adattamento intelligente, dove tecnica e ambiente collaborano per creare strutture leggere, funzionali e reversibili.
Le tecniche del bushcraft non sono semplicemente una serie di gesti da eseguire meccanicamente; sono piuttosto un viaggio di apprendimento continuo che combina competenza, attenzione ai dettagli e un profondo rispetto per l’ambiente. Dalla pratica del batoning, che ci insegna a comprendere e onorare la fibra del legno, all’intaglio, dove la materia si trasforma in oggetti utili grazie a precisione e pazienza, fino agli incastri che creano strutture leggere, reversibili e affidabili, ogni attività è una lezione di adattamento. Applicarle con saggezza significa scegliere il materiale giusto, usare l’energia in modo equilibrato, pianificare prima di agire e, soprattutto, lasciare il luogo come lo abbiamo trovato, seguendo i principi del Leave No Trace. Così, la tecnica si trasforma in una vera e propria cultura dell’outdoor: più autonomia sul campo, maggiore sicurezza, un impatto ridotto e un legame più profondo con il bosco, con i suoi ritmi, le sue essenze e i suoi limiti. Raccontiamo questo approccio perché crediamo che l’autenticità non risieda nella difficoltà fine a se stessa, ma nella capacità di fare bene le cose semplici, con rispetto e consapevolezza.
Hai già messo in pratica queste tecniche? I tuoi suggerimenti possono diventare una risorsa preziosa per chi sta iniziando e per chi, come noi, continua a imparare ad ogni uscita.
Spero di essere stato chiaro e, soprattutto, utile. Se avete domande, osservazioni, o volete aggiungere qualche informazione o condividere la vostra esperienza personale, vi invito a scriverlo nei commenti qui sotto oppure a contattarmi direttamente via email, Telegram Facebook o su Instagram. Se hai esperienza con batoning, intaglio o incastri, condividi i tuoi consigli pratici: quale tipo di legno ti ha dato i risultati migliori, quali accorgimenti di sicurezza consideri indispensabili, quali errori ti hanno insegnato di più e quali soluzioni hai trovato sul campo. Il confronto e la condivisione sono sempre un valore aggiunto per chi ama vivere la montagna in modo consapevole.
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