Ti è mai capitato, durante un’escursione, di guardare il tempo di percorrenza sul cartello del CAI e pensare: “Scommetto che ci metterò più tempo di quanto indicato!” oppure “Strano, sono arrivato molto prima del previsto…”? I tempi di percorrenza che trovi sulla segnaletica CAI sono pensati come un riferimento per escursionisti medi, ma nella realtà possono variare per diversi motivi: la pendenza del terreno, la difficoltà del sentiero, le condizioni meteorologiche o semplicemente il tuo ritmo personale.
Capire come vengono calcolati questi tempi non solo ti aiuta a pianificare meglio le escursioni, ma ti consente anche di valutare in anticipo soste, pause e sicurezza lungo il percorso.
In questo articolo esploreremo come il CAI determina i tempi indicativi e quali fattori possono influenzarli, così da affrontare le montagne con maggiore consapevolezza e tranquillità.
ll CAI (Club Alpino Italiano) utilizza come riferimento un’escursionista medio con zaino leggero che cammina su terreno normale (sentieri di montagna tracciati, senza difficoltà tecniche).
I tempi sono calcolati non in base alla distanza pura, ma secondo la combinazione di distanza e dislivello.
La regola “classica” è la formula di Naismith, adattata in Italia:
dove:
- = tempo per percorrere la distanza in piano
- = tempo aggiuntivo per il dislivello in salita
La media adottata dal CAI è di circa:
Quindi, su 1 km di sentiero pianeggiante, si calcola circa 15 minuti.
La formula di Naismith, creata nel 1892 dall’alpinista scozzese William W. Naismith, è uno dei metodi più semplici e conosciuti per calcolare il tempo necessario per un’escursione. Secondo il modello originale, un escursionista medio impiega un’ora per ogni 5 km di percorso pianeggiante, a cui si aggiunge un’ora per ogni 600 metri di dislivello positivo. La formula, che si scrive come 𝑇 = 𝐷/5 + 𝐷𝑃/600, fornisce una stima veloce, ma non tiene conto di fattori come il tipo di terreno, il dislivello negativo, le condizioni meteorologiche o il peso dello zaino. Per questo motivo, nel tempo sono emerse varianti come le correzioni di Tranter e Langmuir, che introducono penalità o bonus in base alla pendenza della discesa. Quando si applica a terreni particolari come il Carso, dove il suolo roccioso e i continui saliscendi rallentano il passo, la formula tende a sottostimare i tempi reali: valori più realistici si aggirano attorno ai 4 km/h in piano, 250–300 m/h in salita e 300–400 m/h in discesa.
Il dislivello è uno dei fattori chiave quando si tratta di stimare i tempi di percorrenza in montagna. Infatti, l’impegno fisico aumenta notevolmente quando ci si trova ad affrontare delle salite. Per questo motivo, durante le escursioni, si calcola un tempo extra in base al dislivello positivo: secondo la regola del CAI, si stima circa un’ora per ogni 600 metri di dislivello in salita. Alcune fonti, però, suggeriscono un intervallo che varia tra 500 e 600 metri, a seconda della pendenza e della difficoltà del terreno. Durante la salita, non solo si consuma più energia, ma anche la velocità media diminuisce rispetto a quando si cammina in piano, rendendo necessarie brevi pause per recuperare e mantenere un ritmo sostenibile. In discesa, invece, il tempo aggiuntivo è generalmente minore, circa un’ora per ogni 1000 metri di dislivello negativo, poiché scendere è più veloce rispetto a salire. Tuttavia, è importante tenere presente che scendere su terreni accidentati o scivolosi richiede sempre attenzione per evitare infortuni, specialmente su ghiaioni, rocce bagnate o sentieri ripidi.
Per rendere più chiara l’applicazione pratica di questi calcoli, prendiamo un esempio concreto:
un sentiero lungo 6 km con un dislivello positivo di 600 metri. Il tempo necessario per percorrere la distanza in piano, considerando una velocità media di circa 4 km/ora su un sentiero facile, è di 6 km × 15 min/km = 90 minuti. A questo tempo, bisogna aggiungere l’ora stimata per il dislivello in salita. Quindi, il tempo totale indicativo per completare il percorso è di circa 2 ore e 30 minuti.
È importante ricordare che si tratta di una stima media, utile per pianificare l’escursione in modo realistico e sicuro, senza dimenticare le pause, le condizioni del terreno e il ritmo personale.
Il CAI, nel calcolare i tempi di percorrenza, tiene conto anche di fattori ambientali e del terreno che possono influenzare significativamente la velocità di marcia, ma sempre in maniera “media”, pensata per escursionisti con esperienza normale. Ad esempio, un terreno più difficile, come sentieri sconnessi, ghiaiosi o con radici esposte, richiede maggiore attenzione e riduce il ritmo di cammino, quindi il tempo stimato viene leggermente aumentato per compensare il maggior impegno fisico e il rischio di cadute. In presenza di neve, ghiaccio o fango, le difficoltà si amplificano, perché la scivolosità impone movimenti più lenti e pause più frequenti; in questi casi, i tempi stimati possono raddoppiare, per garantire sicurezza e prevenire incidenti. Anche condizioni di sentiero molto ripido o roccioso, dove la progressione richiede spesso l’uso delle mani o percorsi a zig-zag per mantenere l’equilibrio, comportano un aumento del tempo del 10–20% circa, a seconda della pendenza e della tecnica richiesta. In sintesi, i tempi riportati sulla segnaletica sono sempre indicativi, pensati come riferimento per escursionisti medi e non per alpinisti esperti o camminatori particolarmente veloci; servono a pianificare con sicurezza le escursioni, prevedere soste e pause, e valutare correttamente la durata complessiva del percorso, senza illudersi di rispettarli alla lettera in ogni condizione.
Tabella dei tempi di percorrenza CAI
| Distanza (km) | Dislivello +300 m | Dislivello +600 m | Dislivello +900 m |
|---|---|---|---|
| 1 km | 15 min | 30 min | 45 min |
| 2 km | 30 min | 1 h | 1 h 15 min |
| 3 km | 45 min | 1 h 15 min | 2 h |
| 4 km | 1 h | 2 h | 2 h 30 min |
| 5 km | 1 h 15 min | 2 h 15 min | 3 h |
| 6 km | 1 h 30 min | 2 h 30 min | 3 h 15 min |
Spero di essere stato chiaro e, soprattutto, utile. Se avete domande, osservazioni, o volete aggiungere qualche informazione o condividere la vostra esperienza personale, vi invito a scriverlo nei commenti qui sotto oppure a contattarmi direttamente via email, Telegram Facebook o su Instagram. Il confronto e la condivisione sono sempre un valore aggiunto per chi ama vivere la montagna in modo consapevole.
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