Sentiero Cai 31 – 47 : Grotta del pettirosso, del monte Napoleone, Pocala e l’abisso viadotto ferroviario.

Sentiero Cai 31 – 47 : Grotta del pettirosso, del monte Napoleone, Pocala e l’abisso viadotto ferroviario.

Quest’oggi vi propongo un ottimo itinerario nella zona di Aurisina, visiteremo la dolina della grotta del Pettirosso, la grotta del monte Napoleone, la grotta Pocala e l’abisso presso il viadotto ferroviario. Raccomando la massima attenzione a seguire il nostro percorso in modo da non perdersi.

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Il nostro itinerario comincia dal parcheggio adiacente al cimitero di Aurisina.

Parcheggiata l’automobile, cammineremo per circa 200 metri lungo la strada asfaltata, fino ad incontrare su un palo della luce il segnavia, un po sbiadito, cai n° 31 e delle frecce informative :

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Seguiremo la strada asfaltata per alcune centinaia di metri …

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Dopo una decina di minuti…

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passeremo sotto il ponte ferroviario…

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gireremo a destra e subito prenderemo la prima strada a sinistra e via dritti !!!

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Il sentiero dopo poco comincia più stretto.

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Fate attenzione sulla sinistra, un muretto a secco crollato ci fa intravedere una lapide del dio Mitra.

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Alla fine della leggera salita, un piccolo sentiero segnato da un punto rosso ci porterà verso la dolina , dove troveremo la grotta del Pettirosso.

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Prenderemo il sentiero poco visibile sulla destra fino ad incontrare i primi segni rossi :

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Da qui la discesa verso la dolina…


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Gia scendendo si vede l’entrata della grotta del Pettirosso :

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La caverna è conosciuta con il nome di Grotta del Pettirosso, mentre per gli indigeni è la Vlasca Jama. La spettacolare dolina che la ospita, denominata Aisa, ha i fianchi che scendono verticalmente da ogni lato e, verso Nord, un alto muraglione sorregge la Strada Statale 202 che sfiora il vasto sprofondamento.
Da questa parte la parete calcarea rientra ed accenna a formare un antro che però si presenta ostruito da un’enorme massa di pietrame, in parte caduto durante la costruzione della strada soprastante.
Il Moser, che operò assiduamente nella zona tra Duino e S.Croce, fu probabilmente il primo ad interessarsi alla cavità. Al noto ricercatore seguì un numero imprecisabile di altri scavatori privati, i lavori dei quali non furono mai condotti con criteri di serietà e metodo scientifico, avendo unicamente lo scopo di rintracciare qualche oggetto integro ed esteticamente pregevole.
Il suolo si presenta costellato di buche e fosse e tra la terra di scarto non è difficile raccogliere qualche coccio o pezzi di selce lavorata. Contrariamente ad altre grotte preistoriche della zona, la Grotta del Pettirosso è molto umida in tutte le stagioni per la presenza di un notevole stillicidio, forse dovuto al notevole spessore di roccia soprastante la caverna. Appare comunque probabile che nella dolina antistante, dove indubbiamente la comunità soggiornava più a lungo, deve trovarsi la parte più interessante del giacimento preistorico.

Ritornati fino al sentiero n°31

Percorreremo ancora un bel tratto in salita fino a raggiungere un bivio, seguiremo il sentiero a destra che passa sotto l’autostrada :

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prenderemo il sentiero a sinistra…

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Giunti all’ennesimo bivio, ci terremo sulla destra, sentiero molto largo… pochi passi e sempre sulla destra possimao notare la grotta del monte Napoleone :

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Grotta del monte Napoleone

Nel corso dei lavori di sbancamento effettuati dalla Società Cava Romana nei pressi della località Monte Napoleone venne sfondato in due punti il tetto di un’estesa caverna che precedentemente non aveva alcuna relazione con la superficie. Il vano era ricchissimo di concrezioni calcitiche, che vennero completamente distrutte o asportate dagli stessi operai e da altre persone; alcune belle stalagmiti sono attualmente visibili davanti alla stazione ferroviaria di Aurisina Bivio.
Sulla parete Est della caverna vi è in un’apertura, raggiungibile con una difficile arrampicata, dalla quale una successione di tre pozzi verticali ed erosi (corrosi) porta in una spaziosa caverna, in parte occupata da materiale di frana e con qualche breve diramazione concrezionata.
La parte terminale della cavità è stata scoperta ed esplorata dal G.G.C.D. nel 1968, dopo il forzamento di una strettoia situata a 37m di profondità. Un pozzo alquanto malagevole porta in un’ampia caverna, nella quale è presente del materiale franato. Le gallerie (punti 4, 5 e 7 del rilievo) sono ben concrezionate. Il pozzo finale di 6m porta ad un’ultima galleria discendente, che pone termine alla cavità.

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Lungo il sentiero troveremo un rudere , dove abbiamo fatto una pausa ,

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mangiato e bevuto e qualche foto di rito…

Ricaricati delle energie  ( 🙂 ) riprendiamo la passeggiata…

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…dopo una leggera salita…

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…facciamo una deviazione alla ex cava Jurkovec..

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da qui in avanti di possono vedere nel bosco alcuni resti dell’epoca…

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Seguiamo avanti il sentiero in salita…

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… stando attenti a tenerci sulla destra, scavalcando un muretto a secco. Il sentiero in questo caso non è segnato, è una scorciatoia …

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A primo bivio ci teniamo sulla sinistra…

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e pochi metri dopo sulla destra, si vede un muretto a secco crollato,

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….e scesi nella piccola dolina troveremo l’ingresso della grotta Pocala !!!

 

La grotta Pocala

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La grotta ha un ingresso basso completamente chiuso da un muro, al limite di una depressione dalla forma allungata. Un cancello di ferro, ora divelto,era stato installato qualche tempo fa, quando la grotta era usata per la coltivazione di funghi.

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La Caverna Pocala è notissima come grotta preistorica e gli scavi in essa condotti da vari ricercatori per oltre settant’anni hanno fatto scoprire abbondantissimi resti di animali pleistocenici, mentre sono stati raccolti scarsi manufatti. Particolarmente numerosi gli ossami di Ursus spelaeus, attraverso i quali già nell’altro secolo era stata possibile la ricostruzione di varie decine di scheletri interi,tutt’ora visibili in musei italiani ed esteri. La grotta, in passato, era indicata con i nomi di Fovea del Campo Rosso e Caverna degli Orsi; più diffuso è invece attualmente il nome di Caverna Pocala, derivante dall’indicazione dei villici “Pod-Kalam”, che significa “ai piedi delle rocce”.

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Abisso presso il Viadotto ferroviario di Aurisina

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Conosciuta già nei primi anni di attività della SAG, la cavità venne indicata per lungo tempo nelle carte al 25.000 con il nome di Abisso, senza però un preciso punto di riferimento.
Nel 1951 il Gruppo che lavorava allo scavo nella Caverna Pocala esplorò nelle sue immediate vicinanze una grotta profonda una trentina di metri e ricca di concrezioni.
In seguito al lavoro di revisione del Catasto della Venezia Giulia la grotta, della quale non esisteva il rilievo, venne cercata assiduamente, anche con l’aiuto delle persone che l’avevano visitata, ma senza alcun esito.
Soltanto nel 1968, grazie all’indicazione del proprietario del fondo, venne individuato l’ingresso, che fu liberato dal materiale con il quale era stato perfettamente dissimulato.
Dopo l’imbocco alquanto esiguo il pozzo si allarga rapidamente in una grande fenditura obliqua e si scende per una ventina di metri lungo una ripida colata calcitica; nell’ultimo tratto la parete rientra e il pozzo sbocca in una vasta caverna allungata dal suolo argilloso, dal quale si ergono poche stalagmiti. Di notevole bellezza si nota una bassa concrezione candida a forma di medusa.
Da una scritta sulle pareti risulta che la cavità venne visitata già nel 1923 da alcuni soci dell’Associazione XXX Ottobre.

AGGIORNAMENTO del 1988:
durante una visita nella grotta, raggiunto il fondo (punto 4), è stato notato un camino che avrebbe potuto rappresentare una possibile prosecuzione. Compiuta una risalita di circa 20m, sono stati scesi, per una decina di metri, alcuni pozzetti, riccamente concrezionati, che si perdono in fessure impraticabili. Effettuato il rilievo della nuova diramazione, è stato risalito il pozzo principale ed è stata raggiunta, con un pendolo, una finestra a 10m dall’ingresso, oltre la quale c’era una saletta non ancora rilevata.

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Seguiamo il sentiero più largo e per un breve tratto costeggiamo la line ferroviaria :

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… poi l’autostrada …

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ed infine passeremo sotto il viadotto…

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Da qui in una decina di minuti arriveremo alla strada asfaltata, gireremo a destra costeggiando il cimitero. Avremo precorso circa 5 km

Descrizione e rilievi delle grotte tratte da : http://www.catastogrotte.fvg.it

 

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