Dopo aver pubblicato l’articolo “Cosa fare se… ho una bussola“, sono stato lieto di ricevere numerosi messaggi e domande da persone che sono curiose di escursionismo, scouting e navigazione con tecniche tradizionali. Molti di voi mi hanno contattato per chiedere maggiori dettagli sugli strumenti che porto con me nelle mie escursioni, in particolare quella strana bussola che appare accanto alla mappa topografica in una foto postata sul mio profilo Instagram. Bene, il momento di spiegarvi tutto ciò è finalmente arrivato oggi. La bussola a cui ci riferiamo in questo articolo non è la tradizionale bussola da escursionista con un ago magnetico e una capsula rotante; piuttosto, è una bussola cartografica, uno strumento che porto sempre con me non solo durante la pianificazione delle escursioni ma anche durante la fase di studio della mappa. A differenza delle bussole magnetiche, una bussola cartografica non è destinata a localizzare il nord sul campo.
Piuttosto, viene utilizzata per misurare angoli, rotte e percorsi, utilizzando i meridiani stampati come riferimento per il nord. Questo tipo di bussola è uno strumento fondamentale per chi, come me, ama preparare le proprie gite con metodo e precisione, seguendo una traccia ragionata, indipendentemente dall’elettronica. È utile non solo per la navigazione nautica (dove è nata), ma anche per l’escursionismo, soprattutto in ambienti complessi, dove i sentieri si moltiplicano, i riferimenti visivi scarseggiano e l’orientamento tradizionale diventa un vero piacere intellettuale. La uso sopratutto quando lascio il sentiero segnato per raggiungere qualche cavità o pareti per arrampicata, bevedere ecc.

In questo articolo vi guiderò alla scoperta della mia bussola cartografica: cos’è, come funziona e quando usarla e perché può fare la differenza tra un’escursione improvvisata e una ben pianificata anche se siete alle prime armi.
Le componenti principali della bussola cartografica :
- Base trasparente rettangolare
- Serve per appoggiare la bussola sulla carta topografica senza coprirne i dettagli.
- Include righelli laterali con scale (in mm e km) e scale per mappe a 1:25.000 e 1:50.000.
- Freccia di direzione (rossa stampata sulla base)
- Indica la direzione da seguire verso la destinazione.
- Si utilizza per tracciare la rotta sulla mappa.
- Capsula graduata girevole
- Disco rotondo con scala circolare (da 0° a 360°) e punti cardinali (N, E, S, W).
- Si può ruotare per allineare la bussola con il nord della mappa.
- Ago magnetico (rosso e nero)
- Punta sempre verso il nord magnetico.
- La parte rossa dell’ago indica il nord.
- Freccia del nord della capsula (freccia orientamento)
- Stampata sul fondo della capsula.
- Va allineata con l’ago magnetico per stabilire la direzione.
- Linee di meridiano (linee rosse parallele nella capsula)
- Servono ad allineare la bussola con i meridiani della mappa (nord geografico).
- Lente d’ingrandimento
- Aiuta a leggere piccoli dettagli sulla carta topografica.
- Fori per matita – cerchio e triangolo
- Utili per tracciare punti o cerchi sulla mappa.
- Laccetto giallo
- Per portare comodamente la bussola al collo o fissarla allo spallaccio dello zaino.
COME FUNZIONA?
1. Come orientare la mappa?
- Appoggia la mappa su una superficie piana.
- Ruota la mappa finché il nord della carta (in alto) coincide con il nord indicato dall’ago magnetico. Allinea l’ago rosso con la freccia del nord nella capsula.
2. Come tracciare una direzione (azimut)?
- Collega il punto in cui ti trovi con il punto che vuoi raggiungere usando il bordo della bussola.
- Ruota la capsula finché le linee rosse interne (meridiane) sono parallele ai meridiani della mappa.
- Leggi l’angolo di direzione (azimut) dalla scala girevole.
L’azimut è un angolo espresso in gradi sessagesimali (da 0° a 360°) che indica una direzione orizzontale rispetto al nord, seguendo una misurazione in senso orario. In termini semplici, rappresenta la deviazione angolare tra il nord (vero o magnetico) e una determinata direzione verso un punto di interesse, come una cima, una radura, un rifugio o qualsiasi altro riferimento nel paesaggio.
L’azimut si calcola:
– partendo da 0°, che corrisponde al nord
– aumentando in senso orario: 90° corrisponde all’est
– 180° al sud
– 270° all’ovest
– fino a tornare a 360°che equivale nuovamente al nord.
Esistono due tipi principali di azimut:
– quello vero, riferito al nord geografico e utilizzato nelle carte topografiche
– quello magnetico, riferito al nord indicato dalla bussola, che può variare a seconda della declinazione magnetica locale.
L’azimut è uno strumento fondamentale nell’ambito dell’orientamento e della navigazione terrestre, poiché permette di descrivere con precisione una direzione da seguire o da rilevare. Ad esempio, durante un’escursione, se si conosce l’azimut tra la propria posizione e un punto di arrivo, è possibile camminare mantenendo una direzione costante anche in assenza di sentieri visibili, semplicemente allineando la bussola e seguendo l’angolo rilevato. Per questo motivo, conoscere e saper usare correttamente l’azimut è una competenza essenziale per chi pratica escursionismo, trekking o navigazione outdoor.
3. Come seguire la direzione sul terreno?
- Tieni la bussola davanti a te, con la freccia di direzione che punta in avanti.
- Ruota te stesso finché l’ago rosso è dentro la freccia del nord della capsula.
- Ora la freccia sulla base indica la direzione da seguire.
Saper usare correttamente una bussola cartografica e padroneggiare concetti come l’azimut non è qualcosa che si impara in un giorno, richiede tempo, pazienza e soprattutto pratica sul campo. Leggere le carte, allineare la bussola, calcolare un azimut o riportarlo sulla mappa sono gesti che all’inizio possono sembrare complicati, ma con l’esperienza diventano naturali, quasi automatici. Non basta conoscere la teoria: bisogna provare, sbagliare, correggere e riprovare, magari cominciando in ambienti semplici come un parco o un sentiero ben segnato, per poi cimentarsi in percorsi più complessi. Ho insegnato ai miei figli durante la pandemia Covid nel bosco vicino a casa mia e ci sono riusciti.
Adesso quando organizzo delle gite in montagna cerco sempre di far provare a loro… È così che si costruisce la vera abilità nell’orientamento, quella che può fare la differenza tra un’escursione incerta e una traversata sicura, consapevole e gratificante. La bussola, se usata con consapevolezza, non è solo uno strumento tecnico, ma diventa una compagna di viaggio che ci permette di leggere e comprendere il territorio con occhi diversi, più attenti e più liberi.
Buone passeggiate… con la bussola in mano !!!
Alla prossima !!!
Spero di essere stato chiaro e se avete qualche altra domanda, volete aggiungere qualcosa o condividere la vostra esperienza, scrivetelo nei commenti qui sotto o contattatemi tramite mail, Telegram Facebook o su Instagram.
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