Ci sono escursioni che ti restano nel cuore, grazie alla bellezza dei luoghi che attraversi, ai panorami che si svelano all’improvviso e a quella meravigliosa sensazione di libertà che solo la montagna sa offrire. Oggi voglio raccontarvi di una di queste esperienze.
Il giro ad anello con partenza da malga Coot, passando per il bivacco Franco Costantini, alla cima del monte Guarda ritornando alla malga Coot.
La mia avventura è cominciata in un ampio parcheggio ai piedi di Malga Coot 1183 m.s.l.m, un ottimo punto di partenza per diverse escursioni nella zona. Dopo aver parcheggiato il furgone e preparato lo zaino, ho subito iniziato la salita verso la malga. Il sentiero iniziale è breve ma piuttosto ripido, e in circa dieci minuti di cammino si arriva alla struttura.
Una volta giunto a Malga Coot, ho imboccato il sentiero CAI 642 che porta verso Berdo di Sopra 1258 m.s.l.m
Fin dai primi passi, il percorso si è rivelato piacevole e immerso nella natura, alternando tratti nel bosco a panorami sempre più ampi sulle montagne circostanti.
Camminare in questi luoghi regala sempre una sensazione unica: il silenzio della montagna è interrotto solo dal canto degli uccelli e dal suono dei propri passi sul sentiero.
Proseguendo lungo il sentiero, si arriva a un bivio che conduce al Bivacco Franco Costantini,
da qui seguiamo il sentiero CAI 741, una delle mete più affascinanti della zona. La salita verso il bivacco si è rivelata una delle parti più toste dell’escursione: un tratto decisamente ripido, che si snoda completamente all’interno di un bosco fitto. Il sentiero sale in modo costante, senza mai concedere grandi pause, mettendo a dura prova gambe e fiato.
Eppure, l’ambiente circostante è così suggestivo e avvolgente che rende tutto più affascinante. Tra un tornante e l’altro, ogni tanto, si riusciva a intravedere il bivacco in lontananza, come un piccolo faro che sembrava allontanarsi e avvicinarsi a seconda del dislivello. Quei brevi momenti di visibilità, quasi come un gioco, davano la spinta giusta per continuare a salire, trasformando la fatica in attesa e motivazione fino a raggiungere finalmente la struttura.
Una volta arrivato al bivacco ( 1690 m.s.l.m), ho deciso di concedermi una meritata pausa per ricaricare le batterie, visti i circa 500 metri di dislivello positivi, per godere del magnifico panorama che si apriva davanti a me. Da quel punto, la vista si estende sulle montagne circostanti, permettendo di apprezzare la bellezza di questo angolo delle Alpi Carniche.
Devo dire che il bivacco mi ha davvero colpito. È tenuto in ottime condizioni e sorprendentemente pulito, il che dimostra quanto rispetto e attenzione abbiano le persone che lo frequentano e si prendono cura di esso. All’interno, ci sono diversi materassi e coperte, perfetti per chi vuole passare la notte in alta quota. Ho anche trovato un piccolo mobiletto ben fornito con mollette, fogli, penne e candele, oltre al classico e sempre affascinante libro firme del CAI, dove gli escursionisti possono lasciare un ricordo del loro passaggio. Non mancano sgabelli e persino due scope, a testimonianza della volontà di mantenere il bivacco ordinato e accogliente per tutti. All’esterno, ci sono una panchina e un tavolo in metallo che mostrano qualche segno del tempo e avrebbero probabilmente bisogno di un po’ di manutenzione. Tuttavia, sono ancora perfettamente utilizzabili e offrono un comodo posto per sedersi e godersi il panorama circostante.
Bella sorpresa, anche il timbro per inserirlo alla nostra collezione :
Un dettaglio che mi ha colpito è stata la bandiera italiana issata accanto al bivacco. Purtroppo, era un po’ malmessa e ho provato a sistemarla, ma senza successo. È un vero peccato, perché rappresenta un simbolo che aggiunge carattere e rende ancora più affascinante questo piccolo rifugio di montagna. In generale, il bivacco si presenta come una struttura accogliente, funzionale e ben curata, un prezioso punto d’appoggio per gli escursionisti che decidono di esplorare questa splendida zona montana.
La vista dal bivacco !!!
Sono quei momenti in cui ci si ferma a osservare il paesaggio, dimenticando per qualche minuto la fatica accumulata lungo il cammino.
Dopo la sosta, ho scelto di proseguire verso la seconda meta della giornata: la cima del Monte Guarda 1720 m.s.l.m
Il Monte Guarda non è una montagna “storica” nel senso tradizionale del termine, non è famosa per grandi eventi o battaglie, ma la sua storia è piuttosto una storia di territorio e di una presenza umana. Per secoli, queste pendici sono state visitate dalle comunità resiane che abitavano nei fondovalle e nei piccoli borghi, come Berdo di Sopra.
Il sentiero, sempre il 741, tutto sulla cresta continua con dei saliscendi a salire con una pendenza moderata…
… in circa un’ora di cammino dal bivacco, si arriva finalmente alla vetta.
Arrivare sulla cima del Monte Guarda ha ripagato ampiamente ogni sforzo. Il panorama che si gode da lassù è davvero spettacolare. Le montagne si susseguono all’orizzonte, creando uno scenario straordinario, mentre la sensazione di pace che si prova una volta arrivati in cima è difficile da descrivere. Sono rimasto diversi minuti ad ammirare il paesaggio, scattando qualche foto e assaporando la soddisfazione di aver raggiunto la vetta. Fantastico anche vedere la miriade di aquile in volo a pochi metri da me.
Dopo aver passato un po’ di tempo in cima, è giunto il momento di far rientro. Da qui, il sentiero inizia a scendere e ci porta con “calma” ( 600 metri circa di dislivello negativo, verso Malga Coot ed infine il parcheggio.
È stata un’escursione davvero fantastica e soddisfacente, in grado di racchiudere tutto ciò che un appassionato di montagna potrebbe desiderare in una giornata all’aria aperta. L’itinerario, che si snoda ad anello per circa 12 chilometri, offre la possibilità di esplorare ambienti molto diversi tra loro, passando da tratti boschivi, sentieri panoramici e punti di osservazione straordinari sulle montagne circostanti anche sul versante sloveno. Uno degli aspetti che ho trovato più affascinanti è la varietà del percorso: non si tratta solo di arrivare a una meta e tornare indietro, ma di intraprendere un vero e proprio viaggio attraverso paesaggi sempre diversi, che riescono a mantenere viva l’attenzione dall’inizio alla fine. Anche il ritorno verso Malga Coot offre scorci davvero incantevoli e consente di vedere il territorio da angolazioni diverse rispetto alla salita.
Consiglio vivamente questo itinerario a tutti gli escursionisti in cerca di una gita di media lunghezza, ricca di soddisfazioni e caratterizzata da panorami straordinari. Il giro ad anello di circa 12 km rappresenta un perfetto equilibrio tra impegno fisico e bellezza paesaggistica, rendendolo una meta ideale per trascorrere una giornata immersi nella natura, tra sentieri ben tracciati, panorami mozzafiato e quella sensazione di libertà che solo la montagna sa offrire.
La mappa :
Un saluto e alla prossima !!! Buone passeggiate!!!
Spero di essere stato chiaro e se avete qualche domanda, volete aggiungere qualcosa o condividere la vostra esperienza, scrivetelo nei commenti qui sotto o contattatemi tramite mail, Telegram ,Facebook o su Instagram.
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