Scegliere un sentiero di montagna non si riduce solo a contare i chilometri da percorrere. Un percorso di 8 km può essere una passeggiata tranquilla, mentre un altro della stessa lunghezza potrebbe richiedere una buona preparazione fisica, esperienza e abilità nel muoversi su terreni più impegnativi.
Prima di mettersi in cammino, è fondamentale imparare a leggere una scheda escursionistica e, soprattutto, capire se quel percorso è davvero adatto alle proprie capacità. La classificazione T, E ed EE del CAI, insieme a chilometri, dislivello, durata, tipo di terreno e condizioni del sentiero, offre un quadro molto più chiaro dell’impegno richiesto. In questa mini guida, esploreremo come interpretare questi dati e come scegliere un’escursione senza sottovalutare le difficoltà. Perché è così fondamentale scegliere il sentiero giusto? La montagna non è proprio il posto dove si può improvvisare. Affrontare un percorso che è troppo impegnativo rispetto alla propria preparazione può trasformare una semplice escursione in un vero e proprio incubo: si rischia di sentirsi esausti, di perdere l’orientamento, di avere difficoltà a tornare indietro o di trovarsi in difficoltà a causa di un cambiamento repentino del tempo. D’altra parte, optare per un itinerario che si adatta alle proprie capacità consente di camminare con più sicurezza e di godersi appieno l’esperienza.
Il CAI ha messo a punto una classificazione specifica per guidare gli escursionisti nella scelta del percorso. Per l’escursionismo tradizionale, le principali sigle sono T – Turistico, E – Escursionistico — EE – Escursionisti, EEA — Esperti Escursionisti Esperti con Attrezzatura.
Ma fate attenzione: T, E, EE e EEA non sono solo livelli di fatica.
La difficoltà di un sentiero dipende anche dal tipo di terreno, dalla presenza di tratti ripidi, dalle abilità di orientamento, dall’esposizione e dalle caratteristiche tecniche del percorso.
T, E, EE e EEA: cosa significano?
T – Turistico
La lettera T si riferisce a un itinerario turistico. Questi percorsi si snodano generalmente su:
- strade sterrate;
- carrarecce;
- mulattiere;
- sentieri ben evidenti e riconoscibili;
- terreni senza difficoltà tecniche particolari.
I percorsi T di solito presentano pendenze moderate e non creano problemi di orientamento. Tuttavia, è importante avere una preparazione fisica adeguata per affrontare la camminata, oltre a indossare abbigliamento e calzature appropriate. Sono quindi particolarmente adatti per:
- chi è alle prime armi;
- famiglie, a patto che il percorso sia adatto all’età dei partecipanti;
- persone che desiderano iniziare a camminare in montagna;
- escursionisti in cerca di un itinerario poco tecnico.
Attenzione al dislivello. Non bisogna però pensare che T significhi automaticamente facile in ogni situazione. La classificazione CAI non stabilisce un numero fisso di chilometri o di metri di dislivello che possa trasformare un percorso in T, E o EE. Un percorso può essere classificato come T per le sue caratteristiche tecniche, ma risultare comunque impegnativo dal punto di vista fisico se è particolarmente lungo.
E – Escursionistico
La lettera E rappresenta la maggior parte dei sentieri escursionistici tradizionali. Questi percorsi possono snodarsi attraverso:
- sentieri;
- mulattiere;
- tracce ben visibili;
- pascoli;
- sottobosco;
- terreni rocciosi;
- pietraie.
Potresti anche incontrare tratti ripidi e alcuni passaggi su roccia non esposti, dove è utile usare le mani per mantenere l’equilibrio. Un percorso E richiede quindi un po’ più di impegno rispetto a una semplice passeggiata. È consigliabile avere:
- una buona preparazione fisica;
- un minimo di esperienza escursionistica;
- capacità di orientamento;
- scarpe adatte;
- abbigliamento idoneo alle condizioni;
- conoscenza del percorso che si intende affrontare.
Per molti escursionisti, il livello E segna davvero l’inizio del trekking.
EE – Escursionisti Esperti
La sigla EE sta per itinerari dedicati agli Escursionisti Esperti. In questo caso, il livello di esperienza richiesto è decisamente più elevato. Un percorso EE può presentare:
- terreno particolarmente difficile;
- tratti accidentati;
- sfide di orientamento;
- passaggi esposti;
- terreni rocciosi;
- sezioni dove è necessario usare le mani;
- caratteristiche che richiedono una maggiore sicurezza durante la progressione.
Il CAI sottolinea che gli itinerari EE necessitano di esperienza, abilità di orientamento e una preparazione adeguata al tipo di terreno e alle difficoltà che si possono incontrare. Un errore comune è pensare: “Sono allenato, quindi posso affrontare un EE.” Non è sempre così. Essere in forma non equivale automaticamente ad essere esperti. La preparazione fisica aiuta a gestire meglio la fatica, ma l’esperienza è fondamentale per affrontare il terreno, orientarsi, gestire l’esposizione e affrontare situazioni che richiedono una maggiore consapevolezza.
EEA: fai attenzione alle ferrate
Se mentre cerchi un itinerario ti imbatti nella sigla EEA, sappi che non sei più nel campo del trekking escursionistico tradizionale. EEA sta per Escursionisti Esperti con Attrezzatura e si riferisce a percorsi attrezzati, come le famose vie ferrate. In questo caso, è fondamentale avere competenze specifiche e l’attrezzatura giusta. La scala CAI, inoltre, classifica le ferrate in vari livelli di difficoltà, che vanno da F (facile) a sfide decisamente più impegnative. Per questo motivo, chi è alle prime armi con il trekking dovrebbe evitare di considerare una ferrata come “un sentiero un po’ più difficile“. Si tratta di un’attività che richiede una preparazione mirata.
Leggi anche: Le vie ferrate: guida completa
Una semplice tabella per orientarsi:
| Parametro | Principiante | Intermedio | Esperto |
|---|---|---|---|
| Difficoltà | T | E | EE |
| Terreno | Semplice | Variabile | Impervio/tecnico |
| Orientamento | Facile | Richiede attenzione | Richiede esperienza |
| Dislivello | Contenuto | Medio | Anche elevato |
| Distanza | Breve | Media/lunga | Anche lunga |
| Durata | Limitata | Diverse ore | Anche giornata intera |
| Preparazione | Base | Buona | Elevata |
| Esperienza | Minima | Discreta | Elevata |
IMPORTANTE : È fondamentale chiarire che le classificazioni T, E ed EE non possono essere stabilite semplicemente con una formula che si basa sui chilometri percorsi o sui metri di dislivello. Non esiste una soglia universale che stabilisca, per esempio, che un percorso di 5 km sia automaticamente T, uno di 10 km E e uno di 15 km EE. La difficoltà di un itinerario viene valutata tenendo conto di un insieme di caratteristiche, come il tipo di terreno, la pendenza, la presenza di tratti accidentati o esposti, la necessità di orientamento, la segnaletica, la conformazione del sentiero e le abilità tecniche richieste all’escursionista. Anche il dislivello va considerato nel contesto dell’intero percorso: 600 metri di salita distribuiti su molti chilometri possono richiedere uno sforzo molto diverso rispetto a 600 metri concentrati in un breve tratto ripido. Allo stesso modo, un itinerario relativamente corto può risultare impegnativo se presenta terreno instabile, passaggi rocciosi o difficoltà di orientamento. Per questo motivo, quando si consulta la scheda di un’escursione, è importante non limitarsi alla sigla T, E o EE, ma leggere attentamente la descrizione completa del percorso e controllare chilometri, dislivello positivo e negativo, tempi di percorrenza, pendenze, caratteristiche del terreno, eventuali tratti esposti e condizioni previste. La classificazione CAI è quindi un riferimento fondamentale, ma va sempre rapportata alla propria esperienza, preparazione fisica e capacità di affrontare quel determinato ambiente.
In altre parole, la domanda giusta non è solo “Qual è la difficoltà di questo sentiero?”, ma soprattutto “Questa difficoltà è adatta a me, alle mie capacità e alle condizioni di oggi?”.
Spero di essere stato chiaro e se avete qualche domanda, volete aggiungere qualcosa o condividere la vostra esperienza, scrivetelo nei commenti qui sotto o contattatemi tramite mail, Telegram ,Facebook o su Instagram.
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