Ci sono escursioni che non richiedono per forza grandi dislivelli o vette da quattromila metri per lasciare un’impressione duratura. Il Carso Triestino è un esempio perfetto: basta trovare un parcheggio, seguire un paio di sentieri ben segnalati e avere voglia di camminare per trascorrere una giornata memorabile, immersi in boschi, tra pietraie, attraversando un confine a piedi e, perché no, gustando un piatto caldo in cima. Abbiamo fatto un bellissimo anello fino al Monte Cocusso (Kokoš, 672 m), partendo dall’osservatorio di Basovizza. Ecco il nostro racconto, completo di tutte le informazioni utili per ripetere l’esperienza.
Il Monte Cocusso (Kokoš) non è certo la cima più alta, ma incarna perfettamente lo spirito del Carso: un territorio di confine ricco di sfumature, dove natura, storia e gastronomia si intrecciano in pochi chilometri. In meno di tre ore, con uno sforzo moderato, potete conquistare un bel timbro di vetta, gustare un pranzo che ripaga ogni passo e vivere una vera giornata di montagna a due passi da Trieste. Se state cercando un’idea per il prossimo weekend, questo è l’itinerario ideale: un anello facile ma completo da percorrere in coppia, con amici o in famiglia.
La partenza: dal parcheggio dell’osservatorio a Pesek
Iniziamo la nostra avventura dal comodo parcheggio dell’osservatorio di Basovizza, un luogo facilmente raggiungibile e perfetto per dare il via all’escursione senza alcun stress logistico. Dopo aver sistemato tutto (scarpe ben allacciati, zaino pronto e acqua a portata di mano), ci mettiamo in cammino sul sentiero 17. Questo percorso ci guida attraverso il caratteristico paesaggio carsico, con boschi di roverelle e carpini, tratti più aperti, muretti a secco e il fondo di roccia calcarea che si fa sentire sotto i nostri piedi. La pendenza è dolce, ideale per riscaldare i muscoli e trovare il giusto ritmo.
Il sentiero 28 / Vertikala e la salita al tumulo del Cocusso

Arrivati in prossimità delle chiesetta di Pesek, ci mettiamo in cammino lungo il sentiero 28. Qui l’escursione prende una piega diversa: il percorso inizia a salire con decisione verso la cima. Non è mai troppo impegnativo, ma richiede un po’ più di fiato e attenzione, specialmente dove il terreno si fa irregolare, con sassi smossi e radici che spuntano. Questa è la parte più autentica della gita, quella che regala la gioia di guadagnare quota passo dopo passo, immersi in un bosco che in autunno inizia a tingersi di colori caldi. La fatica è breve e ben ripagata: raggiungiamo il tumulo del Monte Cocusso (Kokoš, 672 m), uno dei luoghi più iconici di questa zona del Carso, che si estende tra Italia e Slovenia. Qui non può mancare il rituale che ogni escursionista il timbro di vetta, da apporre con orgoglio sul nostro libretto, un piccolo trofeo che racconta la giornata meglio di mille foto.
Il rifugio in cima e gli gnocchi della ricompensa
Dopo un breve tratto di cammino, si arriva finalmente al rifugio in cima al monte, il vero premio della giornata.

Dopo ore di escursione, sedersi a tavola e gustare un piatto di gnocchi preparati come si deve, davvero deliziosi, è uno di quei momenti che rendono l’escursionismo molto più di un semplice esercizio fisico. Il rifugio è il posto ideale per ricaricare le batterie, rilassare le gambe e immergersi nell’atmosfera montana, in un ambiente informale e accogliente.

Un consiglio utile: nelle belle giornate d’autunno, il locale può essere affollato, quindi è meglio non arrivare all’ultimo momento se si desidera pranzare con calma, e ricordate di portare sempre un po’ di contante con voi.
Il ritorno: verso Lokev, il confine e di nuovo al parcheggio
Ripreso lo zaino, si scende dal Cocusso lungo il sentiero che porta a Lokev, superata l’antenna sulla sinistra, tenendo sempre la sinistra ai bivi per dirigersi verso il confine di Basovizza. Questa parte del percorso è davvero la più rilassante: il terreno scende dolcemente o è in falsopiano, il bosco è aperto e la camminata scorre via leggera, con la mente già proiettata al piacere di aver completato la gita. Una volta raggiunto il confine, che si attraversa tranquillamente a piedi, si continua a tenere la sinistra per tornare al punto di partenza. In un batter d’occhio, ci si ritrova al parcheggio dell’osservatorio di Basovizza, dopo aver percorso 11,5 km e affrontato circa 300 metri di dislivello complessivo.
Un anello completo, vario e mai noioso.
Questo percorso è adatto a tutti gli escursionisti con una preparazione di base, ma ci sono alcuni accorgimenti che possono rendere la giornata più sicura e piacevole. È fondamentale indossare scarponi o scarpe da trekking con suola scolpita, poiché il calcare carsico, specialmente se bagnato o coperto di foglie, può essere scivoloso. Assicuratevi di portare abbastanza acqua, qualche snack da sgranocchiare, un leggero strato antivento e, in autunno, anche una giacca impermeabile. Dato che attraverserete il confine con la Slovenia, non dimenticate di avere con voi un documento d’identità, anche se i controlli sono praticamente assenti: è sempre meglio essere in regola.
Infine, portate con voi il libretto per i timbri di vetta
Timbri della giornata




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