Ci sono giri che non hanno bisogno di grandi numeri per essere memorabili. Circa cinque chilometri, un dislivello contenuto (200m d+), ma racchiudono tutti gli elementi che adoro del Carso Triestino: un sentiero ripido e tecnico, una vetta che regala una vista sul mare, un tratto di storia ferroviaria trasformato in pista ciclabile, e la soddisfazione di completare l’anello proprio dove ho iniziato.
Si parte dalla chiesetta di San Lorenzo, si sale per la Vertikala fino alla cima del Monte Stena, si timbra ilnostro libretto, si scende a Draga Sant’Elia, si percorre un tratto pianeggiante sulla ciclabile fino al casello Modugno e infine si risale per il sentiero 15 che chiude il cerchio. Sembra poco sulla carta, ma è un concentrato perfetto di ciò che questo altopiano sa offrire in poche ore, con quel sole di fine settembre che rende tutto ancora più incantevole.

Si parte dalla chiesetta di San Lorenzo e si imbocca la Vertikala.
San Lorenzo è uno di quei paesini carsici, piccoli e tranquilli, con la sua chiesetta che funge da punto di riferimento per chi arriva in auto e lascia il parcheggio prima di avventurarsi nel bosco. Da qui inizia la Vertikala,

un nome che per chi conosce un po’ il Carso ha già un significato profondo: è il sentiero segnalato con i colori bianco e azzurro che attraversa l’altopiano da nord a sud, e nel tratto che scende verso la Val Rosandra mostra il suo lato più audace. Non è un percorso lungo, ma si fa sentire nelle gambe: ci sono tratti di pietraia, alcune parti quasi verticali (da qui probabilmente il soprannome affettuoso di chi lo frequenta), radici e rocce affioranti che richiedono un passo attento, specialmente in discesa o dopo la pioggia. È un sentiero che ripaga subito lo sforzo, perché la distanza è breve e la vista dalla cima arriva senza farci attendere troppo.
La vetta del Monte Stena: un panorama mozzafiato e il timbro sul libro di vetta

Il Monte Stena è una delle due imponenti pareti calcaree che abbracciano la Val Rosandra. Si tratta di un punto panoramico aperto, dove lo sguardo si perde sulla valle sottostante, sul Carso che si estende dietro e, nelle giornate più limpide, fino al mare. In una domenica di sole come quella che ho vissuto, la luce chiara di fine settembre offre una vista cristallina fino all’Adriatico, con il bianco della roccia carsica che si staglia contro il verde un po’ sbiadito della vegetazione autunnale.
In cima, c’è il timbro, uno di quei piccoli dettagli che gli escursionisti del Carso amano collezionare:



La discesa verso Draga Sant’Elia e il tratto rigenerante sulla ciclabile

Scendendo dalla cima, ci si dirige verso Draga Sant’Elia, un piccolo borgo che segna il passaggio da un paesaggio aspro e roccioso a uno decisamente più accogliente. Il terreno diventa più uniforme e il bosco si fa più denso. Da Draga Sant’Elia, si prende la pista ciclabile, realizzata sul tracciato della vecchia ferrovia Trieste-Erpelle-Pola. Oggi, questa infrastruttura offre a camminatori e ciclisti uno dei percorsi più scorrevoli e panoramici della zona, con gallerie, muretti a secco e ampie vedute sulla vallata. È il momento perfetto per riprendere fiato e ritmo prima dell’ultima salita, camminando su un fondo comodo fino al casello Modugno, uno dei punti storici lungo la linea, che oggi funge da riferimento per chi percorre questo tratto di ex ferrovia.
L’ultima salita: il sentiero 15 chiude l’anello
Partendo dal casello di Modugno, si lascia la ciclabile per affrontare una nuova salita a destra, questa volta sul sentiero 15. Questo percorso ci riporta gradualmente verso l’altopiano e, con l’ultimo tratto immerso nel bosco, ci conduce di nuovo al parcheggio di San Lorenzo.


È la salita che, in modo simbolico, completa il nostro giro: meno spettacolare della Vertikala, ma comunque un ottimo modo per concludere l’escursione con le gambe in movimento e il fiato un po’ affannato, quel giusto per sentirsi soddisfatti. Tornare al punto di partenza sapendo di aver raggiunto una vetta, di aver percorso un pezzo di storia ferroviaria e di aver attraversato paesaggi così diversi in appena cinque chilometri è la prova di quanto il Carso Triestino riesca a racchiudere una straordinaria varietà in spazi così contenuti. Vi lascio il video del percorso qui sotto !!!
Scheda pratica del giro
- Partenza e arrivo: chiesetta di San Lorenzo (c’è un parcheggio per le auto)
- Sviluppo: un anello di circa 5 km
- Sentieri percorsi: Vertikala (salita), sentiero 17 verso Draga Sant’Elia, pista ciclabile dell’ex ferrovia Trieste-Erpelle, sentiero 15 (rientro)
- Difficoltà: escursionistica (E), con un tratto ripido e roccioso sulla Vertikala che richiede un passo sicuro e scarpe da trekking con una buona suola
- Punti di interesse: vetta del Monte Stena con timbro, vista panoramica sulla Val Rosandra e sul golfo di Trieste, un tratto storico della ferrovia con il casello Modugno
- Periodo consigliato: tutto l’anno, ma è ideale nelle giornate limpide di autunno o primavera per godere del panorama; in estate, è meglio evitare le ore più calde, dato che la Vertikala è esposta al sole
- Consigli: porta con te abbastanza acqua ( fontanella nel paese di Draga), indossa scarponcini o scarpe da trekking per la parte tecnica, e considera di usare bastoncini, utili sia in salita che in discesa sulla pietraia.
Un’escursione breve ma intensa, ideale per chi ha solo poche ore da dedicare ma desidera comunque conquistare una vetta, ottenere un timbro e godere di un panorama mozzafiato sul Carso.
Spero di essere stato chiaro e se avete qualche domanda, volete aggiungere qualcosa o condividere la vostra esperienza, scrivetelo nei commenti qui sotto o contattatemi tramite mail, Telegram ,Facebook o su Instagram.
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