Se abiti a Trieste o nei dintorni e ti sei mai chiesto quale sia quella montagna solitaria che si erge oltre il confine, ben visibile da quasi tutta la costa e dall’altopiano carsico, la risposta è quasi sicuramente il Monte Taiano, conosciuto in Slovenia come Slavnik. Con i suoi 1028 metri di altezza, è la vetta più alta dell’Istria slovena e, per chi ama la montagna ma non ha voglia di passare ore in macchina, rappresenta una delle escursioni più gratificanti che puoi fare.
Ci sono salito diverse volte, in varie stagioni, e ogni volta il Taiano mi ha ricordato perché merita di essere una delle mete fisse nel tuo calendario escursionistico. Ti racconterò tutto ciò che devi sapere prima di partire.
Il Taiano si trova nel cuore della Čičarija, una regione montuosa e carsica che fa da confine tra il Carso triestino e l’Istria, proprio in Slovenia, a pochi passi dal confine italiano. Anche se non è una montagna particolarmente alta, la sua posizione la rende davvero speciale: è l’unica elevazione significativa che si affaccia sul mare, regalando un panorama mozzafiato a 360 gradi. Nelle giornate più limpide, si può persino scorgere l’arco alpino, incluse le magnifiche Dolomiti. Non sorprende che la vetta e i suoi pendii siano stati dichiarati monumento naturale di rilevanza nazionale. Qui si trova un ambiente carsico-montano ancora molto ben conservato, caratterizzato da pascoli, doline e una flora che mescola elementi mediterranei e montani, offrendo spettacolari fioriture in tarda primavera.
I sentieri per la vetta: quale scegliere
La bellezza del Monte Taiano è che ci sono diversi modi per raggiungerlo, ognuno adatto a vari livelli di allenamento e tempo a disposizione. Partendo da Podgorje (il percorso più amato dai triestini): questa è la via più breve, un itinerario di circa 10 km andata e ritorno che ti porta a 1000 metri di altitudine, con un dislivello di circa 500 metri. Raggiungere Podgorje è facile, seguendo la strada che da San Servolo (Socerb) conduce a Kastelec, dove troverai un ampio parcheggio per lasciare l’auto. Da qui, hai due opzioni segnalate: una più diretta che richiede circa un’ora di cammino e una più dolce che dura un’ora e mezza, entrambe si ricompongono più in alto. Se non hai fretta, ti consiglio di optare per la seconda: è meno ripida e ti permette di goderti il percorso con calma. Da Erpelle (Hrpelje), vicino a Kozina: qui segui una larga strada forestale per circa 10 chilometri in leggera salita, perfetta se preferisci un percorso più lungo ma con pendenze più dolci, magari anche in mountain bike. Se ami fare le cose con calma e goderti la varietà degli ambienti, puoi optare per un anello dal versante nord. Infine, per i più allenati o per chi ama il trail running, c’è l’opzione di partire da Trieste “a piedi puri”: sfruttando il tracciato dell’ex ferrovia Trieste-Erpelle, ora trasformato in una pista ciclopedonale, puoi salire in vetta partendo praticamente da quota zero, affrontando un dislivello complessivo di circa 1000 metri su circa 25 km. È un ottimo obiettivo di allenamento se stai preparando qualcosa di più impegnativo.
Il nostro giro: un anello “misto”
Nella mia ultima avventura in montagna, ho deciso di provare un percorso un po’ diverso dal solito, unendo il meglio delle due facce del Taiano. Partendo dal parcheggio di Podgorije siamo saliti per la via più diretta e ripida,
..quella che ci porta dritti verso la vetta senza troppi fronzoli, e poi siamo scesi lungo la carrareccia panoramica, molto più dolce e rilassante, perfetta per godersi il paesaggio con calma. In totale, abbiamo percorso circa 13 km con un dislivello di 500 metri, un giro completo che ci ha permesso di vivere il Taiano da due angolazioni diverse in un solo giorno: la fatica intensa della salita ripida e la vista che si svela gradualmente lungo la discesa più ampia.
Il panorama dalla cima: uno dei più belli della zona
Se dovessi darti un motivo per cui vale la pena scalare il Taiano, sarebbe senza dubbio la vista. In cima, troverai una grande antenna radio e una pietra di orientamento che mostra la rosa dei venti, con i nomi delle cime che puoi ammirare in un panorama a 360 gradi. E c’è davvero tanto da vedere:
- Verso nord-est: in lontananza si stagliano le Alpi Kamnik-Savinja e, più vicine, il Nanos, il Vremščica e i Brkini;
- Verso est: puoi scorgere lo Javornik, il Trojica, lo Snežnik e, più in là, il Gorski Kotar con il Risnjak;
- Da est a sud: si apre il golfo del Quarnero, con il Planik, l’Učka e tutta la Čičarija fino all’Istria;
- Verso ovest: la costa adriatica con Umag, Pirano, Capodistria e Trieste, e nelle giornate più limpide, persino Venezia.
Un panorama che pochi altri punti di vista nella zona possono eguagliare, unendo il mare e le Alpi in un colpo d’occhio.
Il rifugio Tuma: sosta e timbro di vetta
Una volta arrivati in cima e dopo una pausa al rifugio Tuma (Tumova koča),dedicato all’alpinista Henrik Tuma e situato a circa 10 metri dalla vetta.
Come spesso accade nei rifugi sloveni, qui puoi anche trovare il timbro di vetta: se sei un collezionista di timbri sul diario dei rifugi, non dimenticare di portare con te il tuo cuscinetto d’inchiostro, perché potrebbe non essere disponibile sul posto.
Ma non ci siamo fermati lì: abbiamo notato una costruzione con delle antenne su una cima vicina e abbiamo deciso di andare a dare un’occhiata.
In circa 15 minuti di cammino, abbiamo scoperto che si trattava di una postazione per le comunicazioni radio CB e UHF/VHF (almeno così mi sembra, non sono un esperto di radioamatori, ma l’impianto era ben visibile e curato) — una piccola deviazione dai sentieri più battuti che merita di essere fatta se hai un quarto d’ora in più e ti piace scoprire questi angoli meno “da cartolina” ma comunque affascinanti.
Il ritorno
Per il rientro, abbiamo deciso di riprendere la strada panoramica. Essendo piuttosto ampia e con diverse curve, ogni tanto ci siamo concessi qualche scorciatoia tra i tornanti, guadagnando un po’ di tempo senza però rinunciare al meraviglioso panorama della discesa. Nonostante fosse già fine settembre, la giornata si è rivelata sorprendentemente calda, quasi come in estate. E per una volta, il vento ci ha risparmiato le solite raffiche da bora in cima.
Consiglio vivamente questa gita: variare il percorso di salita e discesa, come abbiamo fatto noi, è senza dubbio il modo migliore per apprezzare tutte le sfumature di questa montagna.
Un saluto e alla prossima gita ! Buone passeggiate.
Spero di essere stato chiaro e se avete qualche domanda, volete aggiungere qualcosa o condividere la vostra esperienza, scrivetelo nei commenti qui sotto o contattatemi tramite mail, Telegram ,Facebook o su Instagram.
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