La bussola cartografica

Dopo aver pubblicato l’articolo “Cosa fare se… ho una bussola“, sono stato lieto di ricevere numerosi messaggi e domande da persone che sono curiose di escursionismo, scouting e navigazione con tecniche tradizionali. Molti di voi mi hanno contattato per chiedere maggiori dettagli sugli strumenti che porto con me nelle mie escursioni, in particolare quella strana bussola che appare accanto alla mappa topografica in una foto postata sul mio profilo Instagram. Bene, il momento di spiegarvi tutto ciò è finalmente arrivato oggi. La bussola a cui ci riferiamo in questo articolo non è la tradizionale bussola da escursionista con un ago magnetico e una capsula rotante; piuttosto, è una bussola cartografica, uno strumento che porto sempre con me non solo durante la pianificazione delle escursioni ma anche durante la fase di studio della mappa. A differenza delle bussole magnetiche, una bussola cartografica non è destinata a localizzare il nord sul campo.

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Con il cane in outdoor

Prima di tutto voglio esprimere un sincero grazie a tutti voi per i tantissimi messaggi, like e commenti che mi avete inviato riguardo alla salute di Emi dopo la brutta avventura. È stato davvero bello sentire la vostra vicinanza, leggere le parole di incoraggiamento e i pensieri affettuosi che ci avete dedicato. Sapere che così tante persone si sono preoccupate per lei e hanno trovato il tempo di scrivermi, condividere esperienze simili o semplicemente inviare un augurio, è stato un grande sostegno in questi giorni. Emi è parte della mia famiglia e vedere tutto questo affetto anche per lei mi ha toccato profondamente. Grazie di cuore a ciascuno di voi per la vostra attenzione e sensibilità: il vostro supporto significa davvero tanto. Oggi scrivo una mia riflessione sul perché portare il proprio cane a fare trekking , una lunga passeggiata in outdoor o soltanto portarlo in bosco a rilassarsi…  Portare il proprio cane a fare trekking non è solo un modo per godersi la natura, ma è anche un’opportunità fantastica per rafforzare il legame con il tuo amico a quattro zampe.

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Brutto incontro sul sentiero

Ciao a tutti, oggi voglio condividere con voi una brutta avventura che ci è successo qualche giorno fa lungo un sentiero in zona Montefosca che ha messo alla prova il nostro sangue freddo, prontezza e spirito di gruppo.
Montefosca: con i suoi boschi rigogliosi e i panorami che si svelano all’improvviso tra i rami, è uno di quei luoghi che riescono a regalare sia pace che avventura.
Quel giorno, io, la mia compagna ed Emi, la nostra, come ben sapete, inseparabile amica a quattro zampe, e compagna delle nostre avventure eravamo diretti verso una meta un po’ insolita: una piccola spiaggia lungo il Natisone, un angolo nascosto tra le rocce dove godersi un po’ di relax, il fresco della riva e trascorrere del tempo in tranquillità. Avevamo imboccato il sentiero CAI 735, tutto in discesa, che si snodava tra il verde fitto, alternando tratti ombreggiati a radure soleggiate. La camminata procedeva in perfetta armonia, come sempre del resto. Ad ogni passo, il fruscio delle foglie sotto i nostri scarponi si mescolava al cinguettio vivace degli uccelli, creando un sottofondo naturale quasi ipnotico ma rilassante.
Emi correva avanti e indietro lungo il sentiero, come sempre, annusando ogni sasso e cespuglio, con le orecchie tese a ogni minimo rumore e felice come solo un cane libero sa essere.

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Power bank in outdoor: energia tra boschi, cime e sentieri.

Negli ultimi anni, anche gli appassionati della montagna più selvaggia hanno iniziato a scoprire i vantaggi degli strumenti digitali: GPS, mappe offline, app meteo, torce ricaricabili, fotocamere, droni, orologi da trekking. Ma c’è un elemento che unisce tutto questo: l’energia. Quando ti trovi in un rifugio non attrezzato, in bivacco, o sotto una tenda o tarp a chilometri dall’ultimo paese, avere un power bank affidabile può davvero fare la differenza tra un’esperienza confortevole e una piena di disagi… o addirittura tra sicurezza e rischio. In questo articolo, voglio aiutarvi a scegliere il miglior power bank per le vostre avventure all’aperto, attingendo alla mia esperienza personale, ai test sul campo per la vita lontano dai sentieri battuti.

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Pannello solare portatile in outdoor

Nel nostro zaino, non può mai mancare almeno un dispositivo elettronico: smartphone, GPS, orologio da trekking, torcia USB, power bank. Ma cosa succede quando l’escursione si allunga, o quando ci avventuriamo in un viaggio di più giorni in autonomia, magari con tenda o bivacco? La risposta è semplice: energia solare. Un buon pannello solare portatile è fondamentale per rimanere autosufficienti dal punto di vista energetico, senza dover dipendere da rifugi, prese di corrente o stazioni di ricarica. È una soluzione leggera, silenziosa, pulita… e decisamente più efficiente rispetto a qualche anno fa. In questo articolo, esploreremo quali caratteristiche deve avere un buon pannello solare per l’outdoor, come utilizzarlo al meglio e quali sono i modelli più affidabili per le avventure in montagna.

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Il ricovero e la miniera del Resartico

Nel versante orientale delle Alpi Carniche, tra le pieghe della selvaggia Val Resia, si snoda uno degli itinerari più affascinanti e solitari del Friuli Venezia Giulia: il sentiero CAI 702 che conduce al ricovero Resartico, un piccolo rifugio in pietra incastonato tra boschi fitti e i resti di una miniera dimenticata e alla miniera visitabile gratuitamente. Questo percorso offre un’immersione profonda nella storia, nella natura e nella solitudine della montagna friulana. Quindi abbiamo deciso di trascorrere un weekend in val Resia , più precisamente a Povici di sopra nell’area di sosta camper per andare a visitare il ricovero Resartico e la miniera e ovviamente rilassarci in riva al torrente…

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Bivacco o campeggio? Cosa dice la legge e cosa succede davvero in montagna

Quando si pianifica un’escursione di più giorni in montagna, può sorgere un dubbio: è meglio bivaccare o campeggiare? Prima di tutto, però, è fondamentale capire cosa è legale, cosa è tollerato e quali sono le vere differenze tra queste due modalità di pernottamento all’aperto. Viste le domande ricevute nelle settimane passate … Scopriamole insieme, tenendo conto delle leggi italiane e di come si comportano le persone in regioni come il Friuli Venezia Giulia.

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Lampada frontale: guida completa

Lampada frontale in outdoor: la guida completa per chi ama la natura anche quando è buio. Quando il sole scompare dietro le montagne e la luce naturale svanisce nell’oscurità, una buona lampada frontale diventa molto più di un semplice accessorio: è un compagno indispensabile per ogni avventura notturna, bivacco, esplorazione di grotte o situazioni di emergenza nella natura. Che tu stia percorrendo un sentiero al tramonto, montando la tenda in una radura o semplicemente consultando una mappa sotto il cielo stellato, la lampada frontale è ciò che ti consente di vedere e di essere visto.  

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La Casera Goriuda

All’inizio di maggio, con la primavera che finalmente si affacciava dopo un lungo inverno, abbiamo deciso di regalarci due giorni immersi nella bellezza della natura a Sella Nevea. Il nostro obiettivo era semplice ma speciale: raggiungere la Casera Goriuda. Con il desiderio di allontanarci dalla routine e respirare un po’ di aria fresca di montagna, ci siamo messi in cammino tra boschi e panorami mozzafiato, seguendo sentieri poco battuti. Oggi vi porto con me in questa piccola avventura: ecco com’è andata la nostra gita.
La Casera Goriuda, situata a 1.405 metri di altitudine nel cuore delle Alpi Giulie, è una vera e propria testimonianza della tradizione pastorale e montana della regione. Si trova su un ampio ripiano erboso sopra il Fontanone di Goriuda e regala una vista mozzafiato sull’altopiano del Montasio e sulle cime circostanti.

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Il coltello

Ogni volta che preparo lo zaino per una nuova escursionesia in bosco che in montagna, tra le prime cose che controllo c’è sempre lui: il coltello. Piccolo o grande, a lama fissa, pieghevole o multiuso, affilato con cura o un po’ vissuto… poco importa. È uno strumento che non deve mancare mai, e non solo per abitudine o passione. Per me (e per molti altri che amano boschi e montagne), il coltello non è solo un attrezzo: è un compagno, un simbolo di autosufficienza e rispetto per l’ambiente che ci ospita. Che tu stia camminando in bosco o affrontando un sentiero in quota, avere un buon coltello nello zaino può fare davvero la differenza in ogni situazione, anche in una d’emergenza.
Vi darò una panoramica fondamentale, come meglio posso ovviamente, dato che l’argomento è davvero ampio, sul perché sia ​​così importante avere sempre un coltello nello zaino durante ogni escursione in outdoor.

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Il Fischietto: guida e consigli d’uso

Il fischietto, spesso sottovalutato, è uno degli strumenti più semplici e al tempo stesso più efficaci in situazioni di emergenza. Piccolo, leggero e sempre pronto all’uso, rappresenta un alleato prezioso per chi si avventura in ambienti naturali o affronta situazioni imprevedibili. La sua capacità di emettere suoni penetranti e ben udibili consente di attirare l’attenzione anche a grandi distanze, superando ostacoli come rumori ambientali, condizioni meteorologiche avverse o terreni difficili. In questa guida scoprirai perché il fischietto è un elemento indispensabile in ogni kit di emergenza e come utilizzarlo strategicamente per massimizzare le sue potenzialità.

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Il materassino

Dormire all’aperto, sotto un cielo stellato o in un bivacco è un’esperienza impagabile. Che si tratti di un trekking di più giorni, di un weekend in campeggio o di una semplice notte sotto le stelle, il materassino è un elemento fondamentale per garantire un riposo confortevole e rigenerante. Ma come scegliere il materassino giusto tra le innumerevoli opzioni disponibili sul mercato? Questo articolo ti guiderà alla scoperta delle diverse tipologie di materassini da campeggio e militare, analizzando i fattori chiave da considerare per un acquisto consapevole.

In questa piccola ed essenziale guida vedremo:

  1. Le diverse tipologie di materassini
  2. Come scegliere quello giusto
  3. Le tecniche per utilizzarlo al meglio
  4. La manutenzione per prolungarne la durata
  5. Differenza tra materassino da campeggio e quello militare
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Firestarter in ferrocerio

Cos’è il firestarter in ferrocerio?

Il firestarter in ferrocerio, noto anche come “ferro rod”, “fire steel” o “acciarino”, è uno degli strumenti più affidabili e longevi per accendere un fuoco in condizioni outdoor. Il firestarter in ferrocerio è stato inventato nel 1903 dal chimico austriaco Carl Auer von Welsbach. L’invenzione del ferrocerio rivoluzionò i sistemi di accensione, portando alla nascita di dispositivi come:

  • Gli acciarini moderni (firestarter per survivalisti ed escursionisti)
  • Le pietrine negli accendini (ancora oggi usate nei modelli Zippo e Clipper)

Questo strumento è utilizzato da escursionisti, survivalisti, bushcrafter e militari grazie alla sua capacità di generare scintille ad altissima temperatura, consentendo di accendere un fuoco anche in condizioni avverse. Il ferrocerio è una lega metallica composta principalmente da cerio, lantanio, neodimio, praseodimio, ferro e magnesio. Questa combinazione rende il materiale altamente piroforico, ovvero capace di produrre scintille incandescenti quando viene sfregato contro una superficie dura. Le scintille prodotte sono abbastanza calde (3000° C ) da accendere materiali infiammabili come erba secca, corteccia, fatwood, ovatta o trucioli di legno. Anche se bagnato, può essere asciugato e funzionerà senza problemi.

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La borraccia

Come appassionato di escursioni e avventure all’aria aperta, ho scoperto che una buona borraccia è uno strumento essenziale per qualsiasi uscita. Non è semplicemente un contenitore per l’acqua, ma un vero e proprio compagno di viaggio che garantisce un’idratazione costante e sicura, permettendoti di affrontare qualsiasi sfida che la natura possa presentare. In questo articolo, voglio condividere la mia esperienza personale con tre borracce che uso ormai da anni durante le mie avventure, evidenziando le caratteristiche che considero fondamentali.

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Il sacco a pelo

Il sacco a pelo è uno degli elementi fondamentali per chiunque pratichi escursionismo, campeggio, alpinismo o survivalismo. Scegliere il sacco a pelo giusto e sapere come utilizzarlo al meglio può fare la differenza tra una notte confortevole e un’esperienza difficile e da dimenticare. In questo articolo, analizzeremo i diversi tipi di sacchi a pelo, i materiali, le differenze, le temperature di utilizzo e i consigli per ottimizzarne l’efficacia.

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Bastoncini da Trekking: regolazione, uso e utilizzo in emergenza

I bastoncini da trekking sono strumenti fondamentali per incrementare la stabilità, ridurre la fatica e prevenire infortuni durante le escursioni se usati e regolati ne modo corretto. Per garantire la loro efficacia, è essenziale regolarli in modo appropriato in base al terreno e all’altezza della persona che li utilizza. In questa guida, spero definitiva, analizzeremo in dettaglio, secondo la mia esperienza, come determinare l’altezza ottimale dei bastoncini da trekking, come regolarli in base alle condizioni di utilizzo e come usarli in caso di una emergenza.

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Il peso ideale per uno zaino da trekking in funzione della durata dell’escursione

Negli ultimi mesi ho ricevuto un numero crescente di messaggi da appassionati di trekking, desiderosi di sapere come gestire al meglio il peso del proprio zaino in base alla durata dell’escursione. Sono felice di rispondere a queste domande e di offrire una guida completa basata sulla mia esperienza su come ottimizzare il peso del tuo zaino per garantirti comfort e sicurezza durante le tue avventure all’aria aperta.
Quando si intraprende un’escursione, il peso dello zaino è un fattore cruciale per garantire comfort e sicurezza durante il percorso. Trasportare un carico eccessivamente pesante può mettere a dura prova il corpo, mentre uno zaino troppo leggero potrebbe risultare privo di elementi fondamentali.

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Da Vrhpolje passando per Veliko Gradišče fino al Monte Cocusso

Ciao a tutti e bentrovati. Oggi abbiamo deciso di raggiungere la vetta del Monte Cocusso percorrendo il sentiero in Slovenia. Abbiamo parcheggiato l’automobile nel parcheggio a qualche chilometro dal paese di Vrhpolje, situato subito dopo il confine di Pese.

Parcheggiata l’automobile e messi in spalla gli zaini, abbiamo percorso alcuni metri e notato subito i primi cartelli e segnavia, così come il primo bivio. Abbiamo scelto di imboccare il sentiero sulla destra.

IMG-20250202-093726 Continua a leggere “Da Vrhpolje passando per Veliko Gradišče fino al Monte Cocusso”

Lo Shemagh: storia, usi e consigli per indossarlo

Ciao a tutti e bentornati, molti mi hanno chiesto come utilizzare lo shemagh per proteggersi dal freddo in inverno, e dato l’interesse crescente, ho deciso di raccogliere alcuni consigli pratici su come , secondo me, indossarlo al meglio. Ci sono anche tantissimi video su YouTube dove ho preso spunto per come indossarlo, ma alcune volte modificando i passaggi e lo stringimento dei lembi perché fastidiosi/poco comodi o poco stringenti.
Lo shemagh, noto anche come keffiyeh o kefiah, è un tradizionale copricapo mediorientale, divenuto negli anni un accessorio di grande versatilità e utilità in tutto il mondo. Utilizzato da secoli dalle popolazioni del deserto per proteggersi dalle condizioni climatiche estreme, lo shemagh è oggi apprezzato da escursionisti, survivalisti, militari e appassionati di outdoor per la sua straordinaria praticità.

In questo articolo ho raccolto un pò la storia di questo capo iconico, descrivendo i suoi molteplici utilizzi, i materiali più adatti e le diverse tecniche per indossarlo a parer mio correttamente nei vari contesti. Preciso che ho raccolto queste informazioni nel corso del tempo, spinto dal mio grande interesse per questo accessorio. Inoltre, ho personalmente testato le varie configurazioni per indossarlo, così da poter offrire consigli pratici basati sull’esperienza diretta. Non manca mai nel mio zaino!

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Quando scappa … scappa !!!

Ciao a tutti , farà un po sorridere ma credo che ci siamo passati tutti…Mi è stato chiesto molte volte da amici e da vari follower della pagina facebook, quando si è immersi nella natura, una delle situazioni più impreviste, ma comuni, è la necessità di soddisfare un bisogno fisiologico urgente. Trovandosi in montagna o in un bosco, lontani da strutture come bagni pubblici o rifugi, è importante sapere come gestire il tutto in modo pratico e rispettoso dell’ambiente. Seguire le corrette pratiche per “gestire la cacca” in natura è essenziale per evitare contaminazioni, non lasciare tracce e rispettare gli altri escursionisti e soprattutto la fauna.
Ecco 7 consigli su come comportarsi …

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