Le rose d’inverno : sentiero 49a

Le rose d’inverno : sentiero 49a

Oggi vi propongo un bel sentiero panoramico ( primo tratto impegnativo ) fatto con mia figlia ed Emi, che parte dal parcheggio nei pressi della foiba di Basovizza, dove si può comodamente lasciare l’auto.
Su questo sentiero troveremo :

  • Cavernetta ad E della quota 395 – Numero catasto : 1685
  • Cavernetta della Trincea – Numero catasto :492
  • Cavernetta della Vipera – Numero catasto : 5228
  • Via ferrata le rose d’inverno
  • Falesia di arrampicata

Bene…. partiamo…

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Il sentiero 49a lo si nota subito dopo pochi passi, molto ben segnato. Dopo pochi minuti di camminata , sulla destra, noteremo un cartello in legno :

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Incrocio con il sentiero n°1

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Suggestivo passaggio :
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Alla fine del tratto troviamo al prima grotta :

La Cavernetta ad E della quota 395 : La cavità è situata in mezzo ad un sistema di camminamenti scavati durante la seconda guerra mondiale ed anch’essa è stata alterata nella sua struttura originaria con l’allargamento dell’ingresso e la creazione di una nicchia interna; la volta è rotta da un cunicolo ascendente che sbocca all’esterno.
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Spaccato della cavernetta
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Proseguiamo il sentiero e vediamo in lontananza il “punto di ristoro”

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e troviamo la seconda grotta :

La Cavernetta della Trincea : Questa modesta, ma interessante cavità si trova alla base di un costone roccioso con il quale l’altipiano di Basovizza comincia a digradare verso la piana di Zaule; la grotta si interna per pochi metri soltanto ed è chiusa da crostoni concrezionati e da argilla.
Ancora nel 1924 il Battaglia aveva esaminato il terreno rimasto dopo gli scavi effettuati durante la prima guerra mondiale, ai quali si deve la distruzione degli strati superiori del giacimento preistorico, ma fu appena dopo il 1953 che la ricerca sistematica nell’esiguo deposito portò alla scoperta di numerosissimi resti di industria litica e di pochi altri manufatti d’osso. Le caratteristiche degli oggetti in selce sono analoghe a quelle degli elementi rinvenuti recentemente negli scavi della Grotta dei Ciclami (501/2433VG) e della Grotta Azzurra di Samatorza (34/257VG), attribuiti al periodo mesolitico. L’abbondanza degli scarti di lavorazione fa ritenere che la grotta abbia ospitato una vera e propria officina litica. Il suo nome deriva da una trincea scavata davanti all’imbocco, ora completamente colmata.
Sulla volta della caverna, nella parte più interna, è stato notato un solco assimilabile ai “canali di volta” del Pasini. Detto solco inizia da uno stretto pertugio (non raggiunto e comunque non transitabile, a quanto è dato da vedere) posto nella parte più interna della cavità e termina in corrispondenza dell’abbassamento della volta che caratterizza la parte finale del vestibolo d’ingresso.
Alla base della parete nella quale si apre la Cavernetta della Trincea si notano alcuni accenni di gallerie, strette e basse, la cui morfologia sarebbe interessante studiare in relazione al citato “canale di volta”.

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Lo spaccato della grotta

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Continuiamo la discesa e cominciamo a vedere i primi cavi del sentiero attrezzato delle rose d’inverno.

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…e troviamo la seconda grotta :

La Cavernetta della Vipera

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spaccato della grotta
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Il punto di ristoro

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Quindi , siamo arrivati alle rose d’inverno.

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Le aree delle “Rose d’Inverno” e del sentiero “ B. Biondi ” sono situate nel Comune di San Dorligo Della Valle all’interno del Parco della Val Rosandra, poste sotto il ciglione carsico ad ovest del paese di San Lorenzo.

La ferrata delle Rose d’Inverno è quanto di meglio si possa immaginare per far esperienza di itinerari attrezzati, per prendere confidenza con le ferrate oltre a consentire evitando l’utilizzo dei cavi per la progressione un proficuo allenamento ad alpinisti privi di compagni di cordata.
L’area è composta da otto passaggi attrezzati che concatenati offrono un campionario estremamente vario di quello che si può trovare in una salita in montagna (scala fissa, diedro, spigolo ecc.).Tale struttura quindi consente a chiunque, a seconda del grado di capacità o di allenamento di esercitarsi ricordando che si tratta sempre di sentieri alpinistici in zone impervie con passaggi esposti ed attrezzati.

I sentieri attrezzati li farò prossimamente e ve ne parlerò sicuramente !!!

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Gli itinerari delle Rose d’Inverno sono:
N° 1 sentiero di collegamento
N° 1a passaggio attrezzato del Pino
N° 2 sentiero di collegamento
N° 3 scala metallica
N° 4 passaggio attrezzato cengia erbosa
N° 4a sentiero di collegamento
N° 5 passaggio attrezzato del diedro
N° 6 passaggio attrezzato del tetto
N° 7 passaggio attrezzato dello spigolo
N° 8 passaggio attrezzato della placca
N° 9 passaggio attrezzato degli scalini
N° 10 via comune attrezzata al Naso
N° 11 via di roccia Austriaco
N° 12 passaggio attrezzato diretta del Naso
N° 13 via di roccia Ferro da Stiro
N° 14 via di roccia Elisa
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Arrivati a questo punto seguiremo il cartello che va verso sinistra, sempre il sentiero 49a

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Tutto il sentiero ci offre uno splendido panorama sulla città e la Val Rosandra, molto stretto e con fondo ghiaioso, quindi molta attenzione.

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Passeremo vicino alla vecchia cava di ghiaia

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Usciti dal sentiero arriveremo sul tornante che porta verso san Lorenzo

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Dopo circa 15 minuti di salita su strada asfaltata ( poco frequentata ) , prima del bivio con la strada che porta nella Val Rosandra , noteremo sulla sinistra un sentiero che ci porterà in una falesia di roccia per arrampicata.

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Ritornati sui nostri passi riprenderemo la strada asfaltata che ci porterà fino alla vedetta di San Lorenzo.

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Ancora un piccolo sforzo in salita e arriviamo al paese di San Lorenzo.

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Passata la chiesetta ci terremo a sinistra ( segnavia 49a ) che dopo alcuni minuti…

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…ci riporterà al parcheggio.
La passeggiata dura circa 2 ore in tutta tranquillità, godendoci il favoloso panorama e le varie cavità. Consigliata qualsiasi stagione.

Dettagli e curiosità tratti da: catasto grotte fvg , cai XXX ottobre

 

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