Tecniche Bushcraft: Batoning – Wood carving- Notching

Nel bushcraft, le tecniche non sono semplici procedure manuali, ma un insieme armonioso di conoscenze pratiche, osservazione attenta e responsabilità etica. Queste abilità ci permettono di interagire con l’ecosistema in modo autonomo, efficace e, soprattutto, rispettoso. Lavorare il legno, accendere un fuoco o costruire un riparo non significa ‘dominare’ il territorio, ma piuttosto comprenderne la natura, adattarsi alle sue caratteristiche e utilizzarla con saggezza, trasformando gesti antichi in competenze moderne. Ogni tecnica nasce da un’osservazione attenta del contesto: il tipo di bosco, le specie disponibili, l’umidità e i ritmi delle stagioni. La precisione, la sicurezza e la parsimonia sono sempre preferibili alla forza bruta. Saper scegliere il legno giusto, seguirne la fibra e progettare incastri funzionali sono abilità che riducono l’impatto ambientale e aumentano la solidità delle strutture. Sono pratiche che, seguendo i principi di Leave No Trace, ci invitano a prelevare solo ciò che è necessario, rispettando la vita del bosco.
Perché l’outdoor autentico non è una ricerca della prestazione, ma l’arte sublime dell’adattamento.

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Forest Bathing: perché camminare nel bosco riduce lo stress?

Negli ultimi anni, mi sono avvicinato sempre di più al mondo del Forest Bathing. Ne avevo sentito parlare diverse volte, ma solo recentemente ho trovato il tempo per approfondire l’argomento: ho letto studi, ascoltato esperti e, soprattutto, ho voluto provarlo di persona durante le mie passeggiate nel bosco. Devo ammettere che questo tema mi ha colpito molto più di quanto avessi previsto: è semplice, accessibile a tutti e, soprattutto, incredibilmente efficace nel farci ritrovare calma e benessere. Per questo motivo, ho deciso di creare una piccola guida pratica, una spiegazione chiara e alla portata di chiunque desideri scoprire cosa rende così speciale il camminare nel bosco in modo lento e consapevole. Spero che queste righe possano rappresentare un primo passo per avvicinarvi a una pratica che, per me, ha già fatto una grande differenza.

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Borraccia e gavettino USMC: funzionalità militare al servizio dell’outdoor

Dopo aver condiviso le nostre ultime avventure e i momenti di bivacco in bosco, la nostra casella di posta su Instagram è stata letteralmente sommersa da domande su un pezzo specifico del nostro equipaggiamento: il nostro fidato set borraccia con gavettino in stile USMC (United States Marine Corps). La vostra curiosità è più che giustificata, perché nel mondo dell’outdoor, del trekking e del bushcraft, ci sono strumenti che vanno ben oltre la loro semplice funzione, diventando veri e propri compagni di avventure. Questi oggetti sono stati messi alla prova in condizioni reali, sotto la pioggia battente, nel silenzio di una notte alpina e durante le nostre escursioni nel bosco. La borraccia, con il suo gavettino in stile militare, è senza dubbio uno di questi. È robusta, essenziale e non ti delude mai. Dopo averla utilizzata in lunghe escursioni, posso affermare con certezza che questo set è uno degli strumenti indispensabili nel mio zaino, unendo funzionalità tattica e praticità per ogni escursionista. Siete pronti a scoprire perché è diventato il nostro must-have?

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Monte Lanaro : sentiero 5a – 5 – 24

Ciao a tutti, vi racconto la gita fatta alcuni giorni fa per raggiungere la vetta del monte Lanaro.
Situato nella pittoresca area di Sagrado, il Monte Lanaro è la meta perfetta per chi cerca un’escursione tranquilla e immersa nella natura, senza rinunciare a panorami spettacolari sul Carso e sulla pianura circostante. Qui, il paesaggio è un mix affascinante di boschi di querce e carpini che si alternano a radure aperte, offrendo scorci luminosi e rilassanti. Questo percorso è ideale non solo per i principianti, ma anche per famiglie con bambini, gruppi di amici o chiunque ami passeggiare all’aria aperta e desideri godere di un momento di connessione con la natura, respirando aria fresca e ammirando il territorio con calma.

Negli anni abbiamo già fatto le salite al monte Lanaro :
1 – Monte Lanaro – sentiero cai n5
2 – Sentiero cai n° 24 : Il monte Lanaro 544 metri m s.l.m

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Alla ricerca dei nuovi timbri di vetta: Monte Carso e San Servolo

Ieri ho fatto una gita che, nonostante la sua semplicità, si è rivelata davvero gratificante. Avevo un obiettivo chiaro in mente: scoprire i nuovi timbri di vetta del Monte Carso e di San Servolo. È stata l’occasione perfetta per rimettere gli scarponi e tornare su sentieri che conosco bene, ma che riescono sempre a regalarmi nuove emozioni e spunti di riflessione. L’escursione si è snodata su un percorso di circa 11 km, lungo tracciati che mi sono familiari, percorsi più volte nel corso degli anni. Eppure, ogni volta è un’esperienza unica: cambiano la luce, il vento, l’atmosfera e, soprattutto, il modo in cui ci si approccia al cammino. Questa volta ho affrontato il percorso con la curiosità di chi sa che, anche nei luoghi più noti, c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire, da riscoprire o semplicemente da vivere con maggiore attenzione. È stata una giornata senza fretta, senza pressioni, ma con il puro piacere di camminare e di apprezzare anche i dettagli più semplici, come un timbro di vetta che diventa il simbolo di un’esperienza condivisa con il territorio.

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La bandana in outdoor

La bandana all’aperto: un accessorio versatile che unisce comfort, utilità ed emergenza Quando si parla di attrezzatura indispensabile per un’escursione in montagna o qualsiasi attività all’aperto, la mente va subito a scarponi, zaini, bastoncini e abbigliamento tecnico. Tuttavia, spesso sono i piccoli oggetti, semplici e leggeri, a rivelarsi i più preziosi. Tra questi, la bandana ha un posto speciale: un accessorio economico, compatto, ma con potenzialità sorprendenti.

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Il cippo Comici – Val Rosandra

Il Cippo Comici è un monumento commemorativo che si trova in una posizione panoramica sulla cresta che domina la Val Rosandra, nel cuore del Carso triestino. Con la sua vista sulla valle e sulle caratteristiche pareti rocciose circostanti, rappresenta un meraviglioso punto d’incontro tra natura, storia e tradizione alpinistica. Situato a un’altitudine di circa 342–350 m s.l.m., il cippo è stato eretto nel 1941 dal Gruppo Alpinistico Rocciatori Sciatori (GARS) in memoria di Emilio Comici (Trieste, 1901 – Selva di Val Gardena, 1940) è considerato uno dei più grandi alpinisti del Novecento. Cresciuto tra il mare e il Carso triestino, iniziò come speleologo e arrampicatore sulle rocce di casa, sviluppando uno stile elegante e innovativo che lo rese famoso come il “maestro della quarta dimensione” — l’arte di muoversi in verticale.

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5 motivi per passeggiare in autunno in bosco

E se ti dicessi che la stagione ideale per fare trekking non è l’estate? Con l’accorciarsi delle giornate e l’aria che diventa più frizzante, la natura si prepara ad offrire uno spettacolo straordinario. L’autunno trasforma i boschi in una tavolozza di colori vivaci dal giallo all’arancione, dal rosso al marrone intenso regalandoci non solo panorami mozzafiato, ma anche un’atmosfera di profonda tranquillità e benefici inaspettati per la salute.
Allaccia le tue scarpe da trekking: stiamo per esplorare i 5 motivi principali per cui dovresti innamorarti delle passeggiate autunnali.

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Il monte Vremščica – Auremiano

Il monte Vremščica (Auremiano in italiano), che si erge a 1.027 metri, si trova nel cuore del Carso sloveno, tra i paesi di Divača e Pivka. Questa montagna ha una forma dolce e allungata, ricoperta di prati e boschi, e regala panorami mozzafiato verso il mare Adriatico, il monte Nanos e le Alpi Giulie. È facilmente accessibile tramite vari sentieri ed è molto amata dagli escursionisti per la sua bellezza naturale e la serenità del paesaggio. Sulla sua cima, troverai una piccola cappella dedicata a San Urbano, il patrono dei vignaioli, mentre le sue pendici sono spesso animate da pecore e cavalli, che contribuiscono a creare un’atmosfera rurale autentica. Il Vremščica è anche famoso per la sua ricca biodiversità e per i vasti pascoli carsici che, in primavera, si tingono di fiori selvatici.

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Stari tabor : sentiero da Povir (SLO)

Passeggiata autunnale da Povir alla cima del Monte Stari Tabor

Un percorso di 8 km attraverso boschi color rame.
L’autunno è quel periodo magico in cui il Carso rivela la sua vera bellezza. I boschi esplodono in mille sfumature, il vento trasporta i profumi terrosi delle foglie umide e ogni passo sembra un ritorno alla tranquillità. È stato in questo incantevole scenario che ho intrapreso una piacevole passeggiata di 8 km, partendo dal villaggio sloveno di Povir e raggiungendo la cima del Monte Stari Tabor. Questo percorso è semplice ma ricco di fascino, fonde natura, storia e quel senso di libertà che solo i sentieri del Carso possono offrire.

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I rifugi di montagna

Durante le mie escursioni tra le vette delle Alpi, mi è capitato spesso di trovare riparo in un rifugio. A volte per una pausa dal vento o dalla pioggia, altre semplicemente per condividere un piatto caldo con sconosciuti che, nel giro di pochi minuti, diventano amici.
È in quei momenti che si capisce davvero che un rifugio non è solo un tetto, ma un legame profondo tra l’uomo e la montagna. In questo articolo riassumo 5 punti che tutti dovrebbero sapere :

1 – Origine e significato dei rifugi di montagna
2- Rifugio come punto di sicurezza
3 – Rifugio come luogo di accoglienza e incontro
4 – Rifugio come simbolo culturale e identitario
5 – Il rifugio oggi: tra sostenibilità e rispetto ambientale

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Cosa fare se… in montagna arriva un temporale

Chi frequenta la montagna sa bene quanto il tempo possa cambiare all’improvviso. Parti la mattina con il cielo sereno e la sensazione che nulla possa rovinare la giornata, e dopo poche ore ti ritrovi circondato da nuvole scure che corrono veloci, il vento che si alza e i primi tuoni che rimbombano tra le valli. A me è successo più di una volta di trovarmi nel bel mezzo di un temporale inaspettato, e ogni volta ho imparato qualcosa di nuovo su come affrontare la situazione senza perdere la calma. È un’esperienza che ti ricorda quanto la montagna sia affascinante ma anche imprevedibile, e quanto sia fondamentale sapere come comportarsi quando il cielo decide di cambiare umore.

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Al Rifugio Fratelli De Gasperi – CAI 201

l Rifugio Fratelli De Gasperi si trova in un’incantevole area prativa chiamata Clap Grande, ai piedi delle maestose pareti delle Dolomiti Pesarine. Questo rifugio è un punto di riferimento storico e molto amato per escursioni, arrampicate e traversate lungo l’Alta Via. Situato a 1.767 metri sul livello del mare, è di proprietà della sezione CAI di Tolmezzo e gestito da personale locale. La nostra avventura verso il Rifugio De Gasperi, è cominciata con quell’entusiasmo tipico delle giornate in montagna: lo zaino pronto, i sentieri che si snodano tra gli alberi e l’aria fresca che già profuma di alta quota.

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La Cascata Fuas

Un gioiello nascosto tra i boschi di Pesariis , nascosta tra le valli meno esplorate delle Dolomiti Friulane, nel cuore della Val Pesarina, si trova un luogo che sembra uscito da una fiaba: la Cascata Fuas. Non è tra le cascate più famose del Friuli Venezia Giulia, e forse è proprio questo a darle un fascino selvaggio e autentico, capace di sorprendere chi decide di intraprendere questa breve ma affascinante escursione.

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La bussola cartografica

Dopo aver pubblicato l’articolo “Cosa fare se… ho una bussola“, sono stato lieto di ricevere numerosi messaggi e domande da persone che sono curiose di escursionismo, scouting e navigazione con tecniche tradizionali. Molti di voi mi hanno contattato per chiedere maggiori dettagli sugli strumenti che porto con me nelle mie escursioni, in particolare quella strana bussola che appare accanto alla mappa topografica in una foto postata sul mio profilo Instagram. Bene, il momento di spiegarvi tutto ciò è finalmente arrivato oggi. La bussola a cui ci riferiamo in questo articolo non è la tradizionale bussola da escursionista con un ago magnetico e una capsula rotante; piuttosto, è una bussola cartografica, uno strumento che porto sempre con me non solo durante la pianificazione delle escursioni ma anche durante la fase di studio della mappa. A differenza delle bussole magnetiche, una bussola cartografica non è destinata a localizzare il nord sul campo.

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Tazza pieghevole dell’esercito svedese

Dopo il recente post su Instagram, molti di voi mi hanno contattato per chiedere informazioni sulla curiosa tazza pieghevole che ho mostrato e che uso regolarmente nelle mie gite. Si tratta della famosa tazza pieghevole dell’esercito svedese, un piccolo oggetto che unisce praticità, ingegno e una lunga tradizione legata al mondo militare e all’outdoor. Questa tazza pieghevole è un must-have per chi ama l’avventura, che si tratti di militari, escursionisti o survivalisti. Con il suo design compatto e pieghevole, è perfetta per chi cerca di risparmiare spazio senza rinunciare alla funzionalità. Realizzata in plastica resistente, è leggera e duratura, ideale per ogni tipo di attività all’aperto: dal trekking al campeggio, fino alle situazioni più estreme. In questo articolo, vi racconterò tutto ciò che c’è da sapere: la sua origine, le caratteristiche tecniche, il motivo della sua popolarità e perché è diventata un elemento imprescindibile nello zaino di tanti appassionati della vita all’aria aperta.

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Brutto incontro sul sentiero

Ciao a tutti, oggi voglio condividere con voi una brutta avventura che ci è successo qualche giorno fa lungo un sentiero in zona Montefosca che ha messo alla prova il nostro sangue freddo, prontezza e spirito di gruppo.
Montefosca: con i suoi boschi rigogliosi e i panorami che si svelano all’improvviso tra i rami, è uno di quei luoghi che riescono a regalare sia pace che avventura.
Quel giorno, io, la mia compagna ed Emi, la nostra, come ben sapete, inseparabile amica a quattro zampe, e compagna delle nostre avventure eravamo diretti verso una meta un po’ insolita: una piccola spiaggia lungo il Natisone, un angolo nascosto tra le rocce dove godersi un po’ di relax, il fresco della riva e trascorrere del tempo in tranquillità. Avevamo imboccato il sentiero CAI 735, tutto in discesa, che si snodava tra il verde fitto, alternando tratti ombreggiati a radure soleggiate. La camminata procedeva in perfetta armonia, come sempre del resto. Ad ogni passo, il fruscio delle foglie sotto i nostri scarponi si mescolava al cinguettio vivace degli uccelli, creando un sottofondo naturale quasi ipnotico ma rilassante.
Emi correva avanti e indietro lungo il sentiero, come sempre, annusando ogni sasso e cespuglio, con le orecchie tese a ogni minimo rumore e felice come solo un cane libero sa essere.

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Il ricovero e la miniera del Resartico

Nel versante orientale delle Alpi Carniche, tra le pieghe della selvaggia Val Resia, si snoda uno degli itinerari più affascinanti e solitari del Friuli Venezia Giulia: il sentiero CAI 702 che conduce al ricovero Resartico, un piccolo rifugio in pietra incastonato tra boschi fitti e i resti di una miniera dimenticata e alla miniera visitabile gratuitamente. Questo percorso offre un’immersione profonda nella storia, nella natura e nella solitudine della montagna friulana. Quindi abbiamo deciso di trascorrere un weekend in val Resia , più precisamente a Povici di sopra nell’area di sosta camper per andare a visitare il ricovero Resartico e la miniera e ovviamente rilassarci in riva al torrente…

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Bivacco o campeggio? Cosa dice la legge e cosa succede davvero in montagna

Quando si pianifica un’escursione di più giorni in montagna, può sorgere un dubbio: è meglio bivaccare o campeggiare? Prima di tutto, però, è fondamentale capire cosa è legale, cosa è tollerato e quali sono le vere differenze tra queste due modalità di pernottamento all’aperto. Viste le domande ricevute nelle settimane passate … Scopriamole insieme, tenendo conto delle leggi italiane e di come si comportano le persone in regioni come il Friuli Venezia Giulia.

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