Forest Bathing: perché camminare nel bosco riduce lo stress?

Negli ultimi anni, mi sono avvicinato sempre di più al mondo del Forest Bathing. Ne avevo sentito parlare diverse volte, ma solo recentemente ho trovato il tempo per approfondire l’argomento: ho letto studi, ascoltato esperti e, soprattutto, ho voluto provarlo di persona durante le mie passeggiate nel bosco. Devo ammettere che questo tema mi ha colpito molto più di quanto avessi previsto: è semplice, accessibile a tutti e, soprattutto, incredibilmente efficace nel farci ritrovare calma e benessere. Per questo motivo, ho deciso di creare una piccola guida pratica, una spiegazione chiara e alla portata di chiunque desideri scoprire cosa rende così speciale il camminare nel bosco in modo lento e consapevole. Spero che queste righe possano rappresentare un primo passo per avvicinarvi a una pratica che, per me, ha già fatto una grande differenza.

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Monte Lanaro : sentiero 5a – 5 – 24

Ciao a tutti, vi racconto la gita fatta alcuni giorni fa per raggiungere la vetta del monte Lanaro.
Situato nella pittoresca area di Sagrado, il Monte Lanaro è la meta perfetta per chi cerca un’escursione tranquilla e immersa nella natura, senza rinunciare a panorami spettacolari sul Carso e sulla pianura circostante. Qui, il paesaggio è un mix affascinante di boschi di querce e carpini che si alternano a radure aperte, offrendo scorci luminosi e rilassanti. Questo percorso è ideale non solo per i principianti, ma anche per famiglie con bambini, gruppi di amici o chiunque ami passeggiare all’aria aperta e desideri godere di un momento di connessione con la natura, respirando aria fresca e ammirando il territorio con calma.

Negli anni abbiamo già fatto le salite al monte Lanaro :
1 – Monte Lanaro – sentiero cai n5
2 – Sentiero cai n° 24 : Il monte Lanaro 544 metri m s.l.m

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Alla ricerca dei nuovi timbri di vetta: Monte Carso e San Servolo

Ieri ho fatto una gita che, nonostante la sua semplicità, si è rivelata davvero gratificante. Avevo un obiettivo chiaro in mente: scoprire i nuovi timbri di vetta del Monte Carso e di San Servolo. È stata l’occasione perfetta per rimettere gli scarponi e tornare su sentieri che conosco bene, ma che riescono sempre a regalarmi nuove emozioni e spunti di riflessione. L’escursione si è snodata su un percorso di circa 11 km, lungo tracciati che mi sono familiari, percorsi più volte nel corso degli anni. Eppure, ogni volta è un’esperienza unica: cambiano la luce, il vento, l’atmosfera e, soprattutto, il modo in cui ci si approccia al cammino. Questa volta ho affrontato il percorso con la curiosità di chi sa che, anche nei luoghi più noti, c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire, da riscoprire o semplicemente da vivere con maggiore attenzione. È stata una giornata senza fretta, senza pressioni, ma con il puro piacere di camminare e di apprezzare anche i dettagli più semplici, come un timbro di vetta che diventa il simbolo di un’esperienza condivisa con il territorio.

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Il cippo Comici – Val Rosandra

Il Cippo Comici è un monumento commemorativo che si trova in una posizione panoramica sulla cresta che domina la Val Rosandra, nel cuore del Carso triestino. Con la sua vista sulla valle e sulle caratteristiche pareti rocciose circostanti, rappresenta un meraviglioso punto d’incontro tra natura, storia e tradizione alpinistica. Situato a un’altitudine di circa 342–350 m s.l.m., il cippo è stato eretto nel 1941 dal Gruppo Alpinistico Rocciatori Sciatori (GARS) in memoria di Emilio Comici (Trieste, 1901 – Selva di Val Gardena, 1940) è considerato uno dei più grandi alpinisti del Novecento. Cresciuto tra il mare e il Carso triestino, iniziò come speleologo e arrampicatore sulle rocce di casa, sviluppando uno stile elegante e innovativo che lo rese famoso come il “maestro della quarta dimensione” — l’arte di muoversi in verticale.

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5 motivi per passeggiare in autunno in bosco

E se ti dicessi che la stagione ideale per fare trekking non è l’estate? Con l’accorciarsi delle giornate e l’aria che diventa più frizzante, la natura si prepara ad offrire uno spettacolo straordinario. L’autunno trasforma i boschi in una tavolozza di colori vivaci dal giallo all’arancione, dal rosso al marrone intenso regalandoci non solo panorami mozzafiato, ma anche un’atmosfera di profonda tranquillità e benefici inaspettati per la salute.
Allaccia le tue scarpe da trekking: stiamo per esplorare i 5 motivi principali per cui dovresti innamorarti delle passeggiate autunnali.

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Il monte Vremščica – Auremiano

Il monte Vremščica (Auremiano in italiano), che si erge a 1.027 metri, si trova nel cuore del Carso sloveno, tra i paesi di Divača e Pivka. Questa montagna ha una forma dolce e allungata, ricoperta di prati e boschi, e regala panorami mozzafiato verso il mare Adriatico, il monte Nanos e le Alpi Giulie. È facilmente accessibile tramite vari sentieri ed è molto amata dagli escursionisti per la sua bellezza naturale e la serenità del paesaggio. Sulla sua cima, troverai una piccola cappella dedicata a San Urbano, il patrono dei vignaioli, mentre le sue pendici sono spesso animate da pecore e cavalli, che contribuiscono a creare un’atmosfera rurale autentica. Il Vremščica è anche famoso per la sua ricca biodiversità e per i vasti pascoli carsici che, in primavera, si tingono di fiori selvatici.

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Stari tabor : sentiero da Povir (SLO)

Passeggiata autunnale da Povir alla cima del Monte Stari Tabor

Un percorso di 8 km attraverso boschi color rame.
L’autunno è quel periodo magico in cui il Carso rivela la sua vera bellezza. I boschi esplodono in mille sfumature, il vento trasporta i profumi terrosi delle foglie umide e ogni passo sembra un ritorno alla tranquillità. È stato in questo incantevole scenario che ho intrapreso una piacevole passeggiata di 8 km, partendo dal villaggio sloveno di Povir e raggiungendo la cima del Monte Stari Tabor. Questo percorso è semplice ma ricco di fascino, fonde natura, storia e quel senso di libertà che solo i sentieri del Carso possono offrire.

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Al Rifugio Fratelli De Gasperi – CAI 201

l Rifugio Fratelli De Gasperi si trova in un’incantevole area prativa chiamata Clap Grande, ai piedi delle maestose pareti delle Dolomiti Pesarine. Questo rifugio è un punto di riferimento storico e molto amato per escursioni, arrampicate e traversate lungo l’Alta Via. Situato a 1.767 metri sul livello del mare, è di proprietà della sezione CAI di Tolmezzo e gestito da personale locale. La nostra avventura verso il Rifugio De Gasperi, è cominciata con quell’entusiasmo tipico delle giornate in montagna: lo zaino pronto, i sentieri che si snodano tra gli alberi e l’aria fresca che già profuma di alta quota.

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Il ricovero e la miniera del Resartico

Nel versante orientale delle Alpi Carniche, tra le pieghe della selvaggia Val Resia, si snoda uno degli itinerari più affascinanti e solitari del Friuli Venezia Giulia: il sentiero CAI 702 che conduce al ricovero Resartico, un piccolo rifugio in pietra incastonato tra boschi fitti e i resti di una miniera dimenticata e alla miniera visitabile gratuitamente. Questo percorso offre un’immersione profonda nella storia, nella natura e nella solitudine della montagna friulana. Quindi abbiamo deciso di trascorrere un weekend in val Resia , più precisamente a Povici di sopra nell’area di sosta camper per andare a visitare il ricovero Resartico e la miniera e ovviamente rilassarci in riva al torrente…

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La Casera Goriuda

All’inizio di maggio, con la primavera che finalmente si affacciava dopo un lungo inverno, abbiamo deciso di regalarci due giorni immersi nella bellezza della natura a Sella Nevea. Il nostro obiettivo era semplice ma speciale: raggiungere la Casera Goriuda. Con il desiderio di allontanarci dalla routine e respirare un po’ di aria fresca di montagna, ci siamo messi in cammino tra boschi e panorami mozzafiato, seguendo sentieri poco battuti. Oggi vi porto con me in questa piccola avventura: ecco com’è andata la nostra gita.
La Casera Goriuda, situata a 1.405 metri di altitudine nel cuore delle Alpi Giulie, è una vera e propria testimonianza della tradizione pastorale e montana della regione. Si trova su un ampio ripiano erboso sopra il Fontanone di Goriuda e regala una vista mozzafiato sull’altopiano del Montasio e sulle cime circostanti.

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Il peso ideale per uno zaino da trekking in funzione della durata dell’escursione

Negli ultimi mesi ho ricevuto un numero crescente di messaggi da appassionati di trekking, desiderosi di sapere come gestire al meglio il peso del proprio zaino in base alla durata dell’escursione. Sono felice di rispondere a queste domande e di offrire una guida completa basata sulla mia esperienza su come ottimizzare il peso del tuo zaino per garantirti comfort e sicurezza durante le tue avventure all’aria aperta.
Quando si intraprende un’escursione, il peso dello zaino è un fattore cruciale per garantire comfort e sicurezza durante il percorso. Trasportare un carico eccessivamente pesante può mettere a dura prova il corpo, mentre uno zaino troppo leggero potrebbe risultare privo di elementi fondamentali.

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Da Vrhpolje passando per Veliko Gradišče fino al Monte Cocusso

Ciao a tutti e bentrovati. Oggi abbiamo deciso di raggiungere la vetta del Monte Cocusso percorrendo il sentiero in Slovenia. Abbiamo parcheggiato l’automobile nel parcheggio a qualche chilometro dal paese di Vrhpolje, situato subito dopo il confine di Pese.

Parcheggiata l’automobile e messi in spalla gli zaini, abbiamo percorso alcuni metri e notato subito i primi cartelli e segnavia, così come il primo bivio. Abbiamo scelto di imboccare il sentiero sulla destra.

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Quando scappa … scappa !!!

Ciao a tutti , farà un po sorridere ma credo che ci siamo passati tutti…Mi è stato chiesto molte volte da amici e da vari follower della pagina facebook, quando si è immersi nella natura, una delle situazioni più impreviste, ma comuni, è la necessità di soddisfare un bisogno fisiologico urgente. Trovandosi in montagna o in un bosco, lontani da strutture come bagni pubblici o rifugi, è importante sapere come gestire il tutto in modo pratico e rispettoso dell’ambiente. Seguire le corrette pratiche per “gestire la cacca” in natura è essenziale per evitare contaminazioni, non lasciare tracce e rispettare gli altri escursionisti e soprattutto la fauna.
Ecco 7 consigli su come comportarsi …

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Il bivacco alpino – I miei consigli

Un bivacco alpino è una struttura essenziale per molti escursionisti e alpinisti che frequentano le alte montagne. Si tratta di un rifugio spartano e autogestito, privo di custode, generalmente situato in luoghi isolati e accessibili solo a piedi, solitamente di colore rosso o verde o il pietra e legno. I bivacchi offrono un riparo sicuro a chi si avventura in ambienti montani remoti, soprattutto in condizioni meteorologiche avverse, quando tornare a valle potrebbe rivelarsi troppo lungo o rischioso.

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Fotografia in montagna: con uno smartphone

Fotografia in montagna: con uno smartphone

Ciao a tutti, oggi vi voglio parlare della fotografia in montagna con un accessorio che ormai abbiamo tutti… lo smartphone! Premetto che non sono un fotografo, ma negli anni ho fatto molte foto e vorrei condividere con voi alcuni consigli basati sulla mia esperienza su come fare delle belle foto quando siamo in montagna.
La montagna offre scenari mozzafiato che non si dimenticano facilmente: cime maestose, foreste silenziose, riflessi cristallini di laghi e panorami infiniti. Catturare questi momenti può sembrare un’impresa complessa, soprattutto senza una fotocamera professionale. Ma la buona notizia è che oggi uno smartphone può essere un ottimo strumento per immortalare la bellezza della natura, purché si conoscano alcuni trucchi e tecniche.

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La Val Visdente

Nel cuore delle Dolomiti, incastonata tra le maestose vette che disegnano l’orizzonte, si trova la Val Visdente, un gioiello di inestimabile valore naturale e storico. Questa valle, situata nel Comelico, è un paradiso per gli amanti dell’escursionismo e della natura, offrendo una vasta gamma di sentieri che si snodano tra panorami mozzafiato e testimonianze di un passato ricco e affascinante.

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Da sella Somdogna al bivacco Stuparich

Ciao a tutti, oggi desidero condividere con voi la nostra escursione da Sella Somdogna al Bivacco Carlo e Gianni Stuparich, seguendo il sentiero CAI 411.

Il Bivacco Stuparich, situato a 1.578 metri di altitudine, è un rifugio alpino nell’area occidentale delle Alpi Giulie. Posizionato sulla spettacolare spalla ai piedi della cima settentrionale dello Jôf di Montasio, regala una vista mozzafiato sulla Val Saisera, sul ghiacciaio del Montasio e sul Jôf di Somdogna.

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Sella Somdogna

La Sella di Somdogna: un luogo affascinante tra le pendici dello Jôf di Somdogna e dello Jôf di Miezegnòt. Questo valico, situato a 1392 metri sul livello del mare, è un punto di partenza per escursioni e offre una vista panoramica mozzafiato.
Durante la Grande Guerra, la sella fu un punto avanzato del fronte italiano, e ancora oggi si possono trovare resti bellici lungo il percorso. 

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Consigli per affrontare in sicurezza una via ferrata

Affrontare una via ferrata rappresenta un’avventura emozionante e una sfida per gli appassionati di montagna. Le vie ferrate, percorsi attrezzati che si snodano lungo pareti rocciose, richiedono preparazione, attenzione e il giusto equipaggiamento per essere affrontate in sicurezza. Mi è stato chiesto tempo fa da alcuni lettori ed ecco, a mio avviso, alcuni consigli fondamentali per chi si avvicina a questa pratica.

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Come usare un binocolo in montagna

Se sei un appassionato di escursionismo, trekking o alpinismo, sai bene quanto sia importante avere una buona attrezzatura per goderti al meglio le tue avventure in montagna. Tra gli accessori che non possono mancare nel tuo zaino, c’è sicuramente il binocolo. Un binocolo ti permette di osservare da vicino i paesaggi mozzafiato, gli animali selvatici e i dettagli geologici che caratterizzano le montagne.

binocoli sono strumenti ottici affascinanti che ci permettono di ingrandire e avvicinare gli oggetti lontani. Vediamo come funzionano:

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