Lo Shemagh: storia, usi e consigli per indossarlo

Ciao a tutti e bentornati, molti mi hanno chiesto come utilizzare lo shemagh per proteggersi dal freddo in inverno, e dato l’interesse crescente, ho deciso di raccogliere alcuni consigli pratici su come , secondo me, indossarlo al meglio. Ci sono anche tantissimi video su YouTube dove ho preso spunto per come indossarlo, ma alcune volte modificando i passaggi e lo stringimento dei lembi perché fastidiosi/poco comodi o poco stringenti.
Lo shemagh, noto anche come keffiyeh o kefiah, è un tradizionale copricapo mediorientale, divenuto negli anni un accessorio di grande versatilità e utilità in tutto il mondo. Utilizzato da secoli dalle popolazioni del deserto per proteggersi dalle condizioni climatiche estreme, lo shemagh è oggi apprezzato da escursionisti, survivalisti, militari e appassionati di outdoor per la sua straordinaria praticità.

In questo articolo ho raccolto un pò la storia di questo capo iconico, descrivendo i suoi molteplici utilizzi, i materiali più adatti e le diverse tecniche per indossarlo a parer mio correttamente nei vari contesti. Preciso che ho raccolto queste informazioni nel corso del tempo, spinto dal mio grande interesse per questo accessorio. Inoltre, ho personalmente testato le varie configurazioni per indossarlo, così da poter offrire consigli pratici basati sull’esperienza diretta. Non manca mai nel mio zaino!

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Quando scappa … scappa !!!

Ciao a tutti , farà un po sorridere ma credo che ci siamo passati tutti…Mi è stato chiesto molte volte da amici e da vari follower della pagina facebook, quando si è immersi nella natura, una delle situazioni più impreviste, ma comuni, è la necessità di soddisfare un bisogno fisiologico urgente. Trovandosi in montagna o in un bosco, lontani da strutture come bagni pubblici o rifugi, è importante sapere come gestire il tutto in modo pratico e rispettoso dell’ambiente. Seguire le corrette pratiche per “gestire la cacca” in natura è essenziale per evitare contaminazioni, non lasciare tracce e rispettare gli altri escursionisti e soprattutto la fauna.
Ecco 7 consigli su come comportarsi …

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Il bivacco alpino – I miei consigli

Un bivacco alpino è una struttura essenziale per molti escursionisti e alpinisti che frequentano le alte montagne. Si tratta di un rifugio spartano e autogestito, privo di custode, generalmente situato in luoghi isolati e accessibili solo a piedi, solitamente di colore rosso o verde o il pietra e legno. I bivacchi offrono un riparo sicuro a chi si avventura in ambienti montani remoti, soprattutto in condizioni meteorologiche avverse, quando tornare a valle potrebbe rivelarsi troppo lungo o rischioso.

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Fotografia in montagna: con uno smartphone

Fotografia in montagna: con uno smartphone

Ciao a tutti, oggi vi voglio parlare della fotografia in montagna con un accessorio che ormai abbiamo tutti… lo smartphone! Premetto che non sono un fotografo, ma negli anni ho fatto molte foto e vorrei condividere con voi alcuni consigli basati sulla mia esperienza su come fare delle belle foto quando siamo in montagna.
La montagna offre scenari mozzafiato che non si dimenticano facilmente: cime maestose, foreste silenziose, riflessi cristallini di laghi e panorami infiniti. Catturare questi momenti può sembrare un’impresa complessa, soprattutto senza una fotocamera professionale. Ma la buona notizia è che oggi uno smartphone può essere un ottimo strumento per immortalare la bellezza della natura, purché si conoscano alcuni trucchi e tecniche.

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Tipi di Sentieri di Montagna: Come Riconoscerli e Scegliere il Percorso Giusto

Tipi di Sentieri di Montagna: Come Riconoscerli e Scegliere il Percorso Giusto

Ciao a tutti, mi è stato chiesto più volte quali siano e quale sia la differenza tra i vari tipi di sentieri che si possono trovare in montagna, soprattutto leggendo i cartelli informativi che si trovano all’inizio o durante il percorso, specialmente nei bivi. Qui sotto cerco di spiegarvi al meglio la differenza e le caratteristiche di ogni tipo di sentiero.

La montagna offre un’infinità di sentieri, ciascuno con le proprie caratteristiche e peculiarità, studiati per diversi tipi di escursionisti e per vari livelli di esperienza. Conoscerli aiuta non solo a prepararsi al meglio ma anche a godersi al massimo ogni camminata, sia che si tratti di una semplice passeggiata o di un’avventura impegnativa.

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Il Paracord

Il paracord, abbreviazione di “parachute cord”, è un accessorio che ha superato i confini del suo uso originario per diventare un elemento indispensabile nell’equipaggiamento di chi ama l’avventura e la sopravvivenza in natura e non solo.

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Ma cosa rende il paracord così speciale e come viene utilizzato sia in ambito militare che civile?

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Il Tarp, i picchetti e il paracord

C’è qualcosa di magicamente rigenerante nel trascorrere una domenica immersi nel verde del bosco, lontani dal trambusto della città e dalla routine quotidiana. È una giornata che promette avventura e apprendimento, soprattutto quando si è in compagnia di persone care e si ha l’opportunità di mettere alla prova nuove abilità.

Una domenica speciale dicevo… trascorsa tra gli alberi attoorno al nostro campo dove io, mio figlio e un carissimo amico di mille avventure abbiamo deciso di esplorare l’arte del sopravvivere con pochi, ma essenziali strumenti: il paracord, una tarp e alcuni picchetti in legno. Il paracord, versatile e resistente, si è rivelato un alleato indispensabile nelle nostre mani creative, mentre la tarp ci ha offerto riparo e un punto di raccolta per condividere storie e risate. I picchetti in legno che vi avevo anticipato con delle foto su instagram, scolpiti con cura e dedizione, hanno aggiunto un tocco di autenticità a questa esperienza di ritorno alle origini.

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La Val Visdente

Nel cuore delle Dolomiti, incastonata tra le maestose vette che disegnano l’orizzonte, si trova la Val Visdente, un gioiello di inestimabile valore naturale e storico. Questa valle, situata nel Comelico, è un paradiso per gli amanti dell’escursionismo e della natura, offrendo una vasta gamma di sentieri che si snodano tra panorami mozzafiato e testimonianze di un passato ricco e affascinante.

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Da sella Somdogna al bivacco Stuparich

Ciao a tutti, oggi desidero condividere con voi la nostra escursione da Sella Somdogna al Bivacco Carlo e Gianni Stuparich, seguendo il sentiero CAI 411.

Il Bivacco Stuparich, situato a 1.578 metri di altitudine, è un rifugio alpino nell’area occidentale delle Alpi Giulie. Posizionato sulla spettacolare spalla ai piedi della cima settentrionale dello Jôf di Montasio, regala una vista mozzafiato sulla Val Saisera, sul ghiacciaio del Montasio e sul Jôf di Somdogna.

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Consigli per affrontare in sicurezza una via ferrata

Affrontare una via ferrata rappresenta un’avventura emozionante e una sfida per gli appassionati di montagna. Le vie ferrate, percorsi attrezzati che si snodano lungo pareti rocciose, richiedono preparazione, attenzione e il giusto equipaggiamento per essere affrontate in sicurezza. Mi è stato chiesto tempo fa da alcuni lettori ed ecco, a mio avviso, alcuni consigli fondamentali per chi si avvicina a questa pratica.

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Come usare un binocolo in montagna

Se sei un appassionato di escursionismo, trekking o alpinismo, sai bene quanto sia importante avere una buona attrezzatura per goderti al meglio le tue avventure in montagna. Tra gli accessori che non possono mancare nel tuo zaino, c’è sicuramente il binocolo. Un binocolo ti permette di osservare da vicino i paesaggi mozzafiato, gli animali selvatici e i dettagli geologici che caratterizzano le montagne.

binocoli sono strumenti ottici affascinanti che ci permettono di ingrandire e avvicinare gli oggetti lontani. Vediamo come funzionano:

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Perché camminare?

In risposta alle numerose domande ricevute, ho deciso di dedicare questo articolo a un argomento di grande interesse: perché camminare? Questo tema, spesso sottovalutato, ha un impatto significativo sulla nostra vita quotidiana e sul nostro benessere generale.

Camminare è un’attività quotidiana che molti di noi danno per scontata. Tuttavia, oltre a essere un mezzo per spostarsi da un punto all’altro, la camminata è un esercizio fisico semplice ma potente con numerosi benefici per la salute. Che si tratti di una passeggiata nel parco o di una camminata veloce nel rione, ogni passo che facciamo contribuisce al nostro benessere generale. In questo articolo, esploreremo i molteplici benefici del camminare, dimostrando come questa attività possa essere un pilastro fondamentale per una vita sana e attiva.

Camminare è una delle attività fisiche più semplici e benefiche per la salute. Camminare regolarmente può aiutare a prevenire e contrastare diverse patologie, come quelle cardiovascolari, metaboliche, oncologiche e psicologiche. In questo articolo vedremo quali sono i principali benefici della camminata e come praticarla in modo efficace e sicuro.

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Socerb – Beka – Ocizla : gita di 10 km nei boschi

Ciao a tutti, la nostra gita di oggi inizia dal parcheggio adiacente il castello di San Servolo (Socerb) per andare a visitare i paesi di Beka e Ocizla passando per il sentiero tematico Tigrovska pot .

Dal parcheggio scendiamo per la strada asfaltata per circa 5 minuti e prenderemo il sentiero a sinistra , bello ampio e dritto per raggiungere l’abitato di Beka.

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Dopo circa 50 minuti di cammino nel bosco e arrivati alla strada asfaltata giriamo a sinistra in salita fino a raggiungere il centro di Beka :

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Cosa fare in caso di valanghe in montagna 

Ciao a tutti, bentornati nel mio blog dedicato agli amanti della montagna e delle avventure.  

Se sei un appassionato di sport invernali o di escursioni in alta quota, sai bene che la montagna può riservare delle sorprese. Una di queste è la valanga un argomento molto importante e delicato che mi è stato chiesto più volte. Le valanghe sono fenomeni naturali che possono mettere a rischio la vita di chi si trova in montagna, soprattutto se non si è preparati o attrezzati adeguatamente. Ecco alcuni consigli utili per prevenire e affrontare le valanghe. 

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Timbri di vetta – San Servolo (Socerb-SLO)

Il castello di San Servolo (Grad Socerb o Strmec in sloveno, Schloss Sankt Serff in tedesco) si trova in Slovenia nel comune di Capodistria, a poca distanza dal confine italo-sloveno; è una rocca costruita su una rupe a più di 350 m s.l.m

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Un po’ di storia ( tratta da Wikipedia) :

Venne costruito per difendere il territorio dagli Ungari; il nucleo iniziale risale presumibilmente al IX secolo, e poi ampliato nel corso dei secoli. Fu teatro di molte battaglie e, in particolare, di quelle tra gli austriaci e i veneziani all’inizio del XVI secolo per il controllo del commercio del sale che si produceva nelle saline di Zaule e transitava lungo la Val Rosandra.Fu proprietà dei veneziani dal 1463 al 1511 che lo usavano come estrema difesa dai Turchi e dall’Impero Austriaco. Nel 1521 ne divenne poi proprietario il capitano triestino e nobile Nicolò Rauber; come sede del capitanato feudale con diritti circondariali estendeva il proprio controllo su un territorio piuttosto vasto, comprendendo, oltre al villaggio stesso di San Servolo (Socerb) e Castel, anche Cernotti, Podgorje, Piedimonte, Petrinje, Clanzi in Valle, Occisla-Clanzo, Beka (Becca), Prebenico, Vodice e San Sergio.All’inizio del XVII secolo, durante la guerra degli Uscocchi (1615-1617), il castello fu del nobile triestino Benvenuto Petazzi; i conti Petazzi mantennero il capitanato di Socerb fino al 1688, quando lo restituirono all’arciduca di Graz per trasferirsi a Zaule. Nel 1689 il castello fu visitato, descritto e raffigurato dallo storico Janez Vajkard Valvasor. Nella prima metà del XVIII secolo il capitanato di Socerb passò nelle mani dei marchesi de Priè; nel 1768 fu acquistato dai conti Montecuccoli di Modena che ne mantennero la proprietà anche dopo l’abolizione della servitù della gleba nel 1848. A causa dei danni dovuti a un incendio provocato nel 1780 da un fulmine, all’inizio del XIX secolo il castello cadde in rovina. I resti furono descritti nel 1823 dal conte Girolamo Agapito e ne venne realizzato un dipinto nel 1842 da August Tischbein. Quello che rimaneva del castello fu acquistato nel 1907 dal barone triestino Demetrio Economo che lo ristrutturò nel 1925[1] sanando il muro di cinta e rimuovendo le altre rovine. Durante la seconda guerra mondiale, nel periodo della lotta di liberazione, grazie la posizione strategica, venne usato come sede da parte di milizie partigiane prima e dall’esercito tedesco dopo che lo conquistò nell’autunno del 1944. Nel dopoguerra fu nuovamente ristrutturato e ha assunto un’importanza storica e un interesse prettamente turistico.

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Fontanone di Goriuda

Il fontanone di Goriuda é una sorgente carsica che sgorga a 861 m sul versante sinistro della Val Raccolana .Le acque fuoriescono da una grotta di oltre 600 m di sviluppo, caratterizzata da laghi pozzi e sifoni.

Per raggiungere la zona nella quale si trova la cascata, si percorre la strada che dal paese di Chiusaforte, sale lungo la Val Raccolana in direzione di Sella Nevea, fino a raggiungere il posteggio che serve la Trattoria “Fontanon di Goriude” in località Pian della Sega.

Già dalla strada e dal posteggio è impossibile non notare, sulla destra, la parte sommitale della grande cascata che fuoriesce dal sovrastante Fontanone di Goriuda.

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Passo Pordoi – Sacrario germanico

Passo Pordoi – Sacrario germanico

La nostra gita di fine anno ci porta sulla sommità del Passo Pordoi a 2239 m s.l.m dove, parcheggiata l’automobile in uno dei vari parcheggi gratuiti, in breve tempo ci porterà al Sacrario Germanico ( cimitero di guerra).

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La nostra gita comincia…

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Monte Orsario – Sentiero cai n° 3

Monte Orsario – Sentiero cai n° 3

La nostra piccola gita di oggi comincia subito dopo il ponte vicino al campeggio nella zona di Fernetti.

Parcheggiata l’automobile nello spiazzo a sinistra, cominciamo a camminare sulla strada asfaltata …

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Passeggiata da Padriciano alla vedetta Alice – cai n° 44a – 1

Passeggiata da Padriciano alla vedetta Alice – cai n°44a – 1

Oggi vi proponiamo una bella passeggiata! Partenza dal parcheggio nei pressi di Padriciano, poco prima dei campi da tennis. La passeggiata si snoda su un sentiero molto largo ( cai n°44a ) e per la maggior parte pianeggiate fino al parco Globojner, dove imboccheremo il sentiero cai n°1 che ci porterà fino alla cima del monte… sulla vedetta Alice.

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Parco pubblico Sartorio

Parco pubblico Sartorio

Oggi in questa giornata un po’ nuvolosa siamo andati a fare un giro in parco sartorio. Recentemente restaurato dal comune.

Il parco venne realizzato nel 1807 da Pietro Sartorio dando l’aspetto di un giardino veneto composto da un portale, una scala monumentale, alcune statue e una gloriette che veniva usata per la musica.

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